Centro massaggi trasformato in casa a luci rosse nel cuore del quartiere “bene” di Lecce

Martedì 21 Gennaio 2020
Due dipendenti lo hanno denunciato ai carabinieri perché le avrebbe costrette a fornire ai clienti prestazioni “extra”, di tipo sessuale, in aggiunta ai massaggi promessi e forniti dal centro con sede in uno dei più chic e residenziali quartieri di Lecce, il San Lazzaro. E' là, infatti, che si trova il centro massaggi di proprietà di F.B, 84enne del capoluogo salentino che, dopo la denuncia delle sue dipendenti, è finito sotto processo con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. 

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L'udienza preliminare si è svolta questa mattina davanti al gup Edoardo D'Ambrosio, mentre l'istruttoria si aprirà il prossimo 1 aprile davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Lecce. In aula ci saranno le due dipendenti accusastrici, una originaria di Taranto e l'altra salentina di Copertino: entrambe si sono costituite parte civile con l'avvocato Nicola Ciaccia. Chiedono un risarcimento di 25mila euro ciascuna.

Le due donne, secondo l'accusa, sarebbero state assunte come massaggiatrici nel 2014, ma di lì a poco si sarebbero rese conto che il proprietario chiedeva fossero disponibili con i clienti, fossero pronte - insomma - a fornire loro anche prestazioni di tipo sessuale. Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, che hanno svolto le indagini coordinati dal pubblico ministero Alessandro Prontera, nel centro massaggi a luci rosse numerosi sarebbero stati gli episodi di questo tipo, che venivano poi pagati dai clienti direttamente al titolare del centro. L'84enne, dal canto suo, ha sempre negato ogni addebito, asserendo di non sapere cosa avvenisse dentro le cabine di massaggio. Lo difende l'avvocato Nicola Leo.  © RIPRODUZIONE RISERVATA