Dal castello ai musei, passando per i teatri: accordo Comune-Regione per una gestione unica

Venerdì 17 Aprile 2020

Un'unica gestione integrata di alcuni tra i più importanti beni monumentali della città di Lecce, che saranno destinati alla fruizione e alla produzione culturale. L'assessorato all'Industria Culturale e Turistica della Regione Puglia e il Comune di Lecce sigleranno nei prossimi giorni un Protocollo di intesa (approvato oggi dalla Giunta Salvemini), che punta a promuovere un’offerta culturale coordinata e integrata all'interno dei beni monumentali di proprietà comunale e regionale.
 
Entrano nella gestione integrata i seguenti beni monumentali della Regione Puglia gestiti dal Polo Biblio-Museale del Salento ( i primi due) e quelli del Comune capoluogo:

• l’ex Collegio Argento, per la parte destinata al Museo Castromediano alla Pinacoteca e a parte della Biblioteca Bernardini;
• l’ex Convitto Palmieri, per la parte destinata a sede della Biblioteca Bernardini

• il Must (Museo Storico di Lecce – Ex convento dei Teresiani);
• il Castello Carlo V (per la parte attualmente di competenza comunale e in attesa del progetto di valorizzazione che il Comune sta redigendo con la Soprintendenza);
• il Teatro Apollo;
• il Teatro Paisiello;
• il complesso dei Teatini;
• l’ex Conservatorio Sant’Anna;
• Palazzo Turrisi;
• l’ex Convento degli Agostiniani per la parte destinata ad Archivio storico;
• il Museo Ferroviario della Puglia;
 
«La Regione Puglia – ha detto l’assessore regionale Loredana Capone - ha investito importanti risorse sulla città di Lecce negli ultimi dieci anni, dal Teatro Apollo alle Mura urbiche, al Castello Carlo V, al Must, passando per il parco di Belloluogo e l’Anfiteatro Romano, e questa è solo una parte degli interventi, ma è sempre mancato un buon piano di gestione, valorizzazione e fruizione. Con questo protocollo, insomma, Regione e Comune si danno un’unica visione strategica: innescare nuovi meccanismi di sviluppo della città, partendo proprio dalla messa in rete e dalla valorizzazione dei tanti beni architettonici e di tutto il patrimonio materiale e immateriale, vanto per l’intero territorio salentino».
 
«Per i cittadini ha poco senso che un bene monumentale appartenga al Comune o alla Regione – dichiara il sindaco di Lecce Carlo Salvemini – al cittadino interessa la qualità e la varietà dei servizi culturali che in esso vengono erogati e l'integrazione tra gli stessi e il bisogno di cultura di cui è portatore. Si supera ora l'idea dei luoghi come “proprietà” degli enti, concentrandosi su una efficienza gestionale che mette l'interesse del cittadino al primo posto».
 
«Questo protocollo è una sfida per tutti noi – dichiara l'assessore alla Cultura del Comune di Lecce Fabiana Cicirillo – ciascun bene monumentale è diverso dagli altri, per storia, vocazione, collocazione nel contesto urbano e con la partecipazione dei cittadini e delle realtà associative e dell'impresa culturale dovremo essere pronti a disegnare un sistema nel quale ciascuno di essi trovi la giusta funzione nel contesto sociale e culturale della città».

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