Assenteismo al Comune di Lecce: a spasso invece che in servizio. Quattro dipendenti a processo, una patteggia. In due restituiscono i soldi: messa alla prova

Mercoledì 18 Novembre 2020

Assenteismo al Comune di Lecce: definiti i riti processuali che dovranno stabilire se cinque dipendenti comunali di Palazzo Carafa e due della Lupiae Servizi siano responsabili o meno di assenteismo. Nell’udienza preliminare davanti al giudice Cinzia Vergine hanno scelto di difendersi nel processo in aula Vernich, 63 anni, coordinatore del servizio Igiene Sanità e Randagismo del settore Ambiente; e Fortunato Buttazzo, 69 anni, in pensione dopo avere ricoperto l’incarico di istruttore amministrativo contabile el servizio Demografico. Processo al via il 3 febbraio dell’anno prossimo, davanti al giudice della seconda sezione penale, Annalisa de Benedictis, difesi dagli avvocati Luigi e Roberto Rella.


Per il rito abbreviato (processo sugli atti dell’accusa e della difesa, riduzione di un terzo della pena in caso di condanna) Fulvio Secondo, 65 anni, di Lizzanello, segretario del settore Ambiente; e Cristiano Mezzi, 48 anni, di Lizzanello, addetto all’archivio del settore Igiene e Sanità: udienza il 30 marzo dell’anno prossimo, con il giudice Vergine e difesi dagli avvocati Francesco Calabro e Francesco Spagnolo.

Hanno ottenuto la messa alla prova dopo avere restituito le somme incassate - questa l’accusa - pur non avendo lavorato Valentina Vernich, 40 anni, dipendente della Lupiae; ed  Elisabetta Sanzò, 46 anni, di Lizzanello, anch’essa dipendente della Lupiae (sia l’una che l’altra state distaccate al settore Servizi demografici e al settore Ambiente del Comune di Lecce). Sono difese dagli avvocati Luigi Rella ed Antonello De Luca. Infine Giovanna D’Arpe, 65 anni, funzionaria del Comune, ha patteggiato la pena di dieci mesi di reclusione (avvocati Alberto Paperi e Ladislao Massari); 

Passano, dunque, al vaglio le conclusioni dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Maria Vallefuoco, con la Guardia di finanza.  E che contestano a Ivan Vernich un ingiusto profitto pari a 4.702 euro, corrispondenti a 142 ore non lavorate tra il 26 aprile e il 9 giugno. Novantanove le ore “mancanti” per Giovanna D’Arpe, che equivalgono a 2.446 euro indebitamente percepiti. Ammonta a poco meno il conto per Fulvio Secondo: 122 ore e 2.297 euro. Somme più basse vengono contestate a Sanzò (830 euro), Buttazzo (607 euro), Mezzi (487 euro) e Valentina  Vernich (384 euro). Secondo è accusato anche di peculato, per aver utilizzato per fini privati l’auto di servizio.

Ultimo aggiornamento: 16:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA