«Io, vittima, ero uscito dall'usura: ma la crisi economica mi ha messo alle corde. Denunciare è l'unica salvezza»

vittima_laboratorio_usura_confcommercio
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di Lorena Loiacono
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Lunedì 13 Giugno 2022, 07:50 - Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 19:24

Gli girano intorno come avvoltoi, gli “strozzini”, e lui purtroppo sa bene quanto è alto il rischio. È già caduto una volta in quella rete che ti avvolge fino a toglierti ogni speranza di futuro: era quasi riuscito a uscirne ma adesso, dopo il Covid e con la guerra voluta da Putin che ha fatto schizzare alle stelle ogni spesa, li rivede avvicinarsi.
«Quando sei in difficoltà e qualcuno sembra volerti tendere una mano prestandoti dei soldi, fermati: perché quello è solo l’inizio dell’incubo». 
L’incubo si chiama usura, che sta prendendo sempre piu spazio a Roma. Lui si chiama Giulio (nome di fantasia per tutelarne l’incolumità): ha un bar rosticceria ma, con i tempi poco felici che corrono, rischia di chiudere. 


Perché? 
«Non ce la faccio ad andare avanti. È ovvio che le persone, se non arrivano a fine mese, non vengono a spendere soldi al bar per un aperitivo. E qui purtroppo i conti non tornano».
Qualcuno le ha teso una mano? 
«Per carità, ho imparato sulla mia pelle a diffidare di chi appare e ti offre aiuto: è meglio starne alla larga. Sto rivedendo intorno a me vecchie dinamiche che già una volta, prima ancora del Covid, mi hanno messo in ginocchio». 
In che modo? 
«Ti vengono incontro degli sconosciuti, ti prestano i soldi e poi diventano sempre più pressanti per riaverli. Tu non puoi sanare il debito e, senza che te ne accorgi, arrivano intorno a te altre persone che ti offrono denaro per ripagare i debiti che già hai. In un attimo ti ritrovi strozzato, a vivere nella paura». 
Quindi lei è rimasto vittima di più gruppi organizzati? 
«Sì, sono caduto in una trappola micidiale. Ci ho rimesso tanti soldi, non riuscivo più a pagare il personale, i fornitori o le utenze del locale. E avevo gente intorno che mi perseguitava, ci ho rimesso anche di salute: un incubo». 
Come ne è uscito, all’epoca? 
«Denunciando, mi sono rivolto all’ambulatorio anti usura di Confcommercio Roma e mi hanno dato assistenza. Ora ci sono le indagini in corso, nel frattempo ho avuto accesso ai fondi regionali e statali anti usura e mi ero ripreso». 
Ma adesso è di nuovo in crisi... 
«Purtroppo sì, la prima volta ho fatto fatica a rialzarmi ma c’ero riuscito. Adesso però, con la guerra arrivata subito dopo la crisi dovuta al Covid, sono di nuovo in crisi: ma non mi metterò certo nelle mani sbagliate. Temo che sarò costretto a chiudere».

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