Roma, il Comune perde all'asta il deposito Atac e poi lo vuole ricomprare. Spendendo 4 milioni di euro in più

Roma, il Comune perde all'asta il deposito Atac e poi lo vuole ricomprare. Spendendo 4 milioni di euro in più
Roma, il Comune perde all'asta il deposito Atac e poi lo vuole ricomprare. Spendendo 4 milioni di euro in più
di Lorena Loiacono
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Venerdì 25 Marzo 2022, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 08:54

Rischia di costare caro quel pasticciaccio brutto dell’ex deposito di piazza Bainsizza : ben 4 milioni di euro. Un grave danno per i romani, dunque, dopo la beffa: il Campidoglio infatti vorrebbe riacquistare la struttura ex Atac, finita all’asta e comprata da un privato, quando invece avrebbe potuto aggiudicarsela per primo, senza costi aggiuntivi. L’opposizione insorge: «C’è un danno erariale enorme». 


LA STRUTTURA. L’ex deposito Vittoria, grande oltre 17mila quadrati vicino piazza Mazzini, era dell’Atac ed è stato messo all’asta per sanare i conti dell’azienda. Nei piani del Campidoglio, con l’allora giunta Raggi, doveva essere riacquistato all’asta dal Comune. 


L’OFFERTA. Ma non è andata così. Ad aggiudicarsi l’acquisto è stata infatti la società Sant’Anna per la Famiglia, che ha offerto di più. E il Comune allora ha deciso di rivendicare il diritto di prelazione chiamando in causa il Ministero dei Beni Culturali perché l’ex deposito, nel 2013, è stato sottoposto a vincolo con decreto ministeriale in quanto ritenuto “insediamento industriale di rilievo storico”. In quel deposito (di interesse pubblico) devono andarci i mezzi elettrici di Atac con i fondi del Pnrr: per il Comune non ci sono sedi alternative a disposizione e così l’assessore comunale alla mobilità, Eugenio Patanè, ha chiesto di far prevalere il diritto di prelazione. Ma la società Sant’Anna non ha intenzione di cederlo, anche se è disposta a concedere la rimessa al Comune gratuitamente. 


Nella struttura però è presente anche un Centro diurno dell’Asl Rm1 che il Municipio 1 ha intenzione di tutelare. Insomma, gli interessi sono tanti. Inoltre, qualora il Campidoglio riuscisse a far prevalere il diritto di prelazione, lo pagherebbe 4 milioni di spesa in più: invece di aggiudicarsi l’asta al prezzo base di 13.170.000 euro, dovrebbe aggiudicarselo a 16.363.000,17 euro, ovvero il prezzo finale per il Sant’Anna. Con le imposte si arriverebbe a a 20.807.027 euro. 


IL RISCHIO. Sulla questione il consigliere di FdI, Andrea De Priamo ha convocato una commissione trasparenza: «La questione è stata gestita male dalla giunta Raggi e in ritardo dalla giunta Gualtieri. Abbiamo chiesto una verifica del vincolo e siamo pronti a convocare tutte le parti in causa, anche la società Sant’Anna. Dobbiamo evitare di generare un contenzioso che porterà via altro tempo, la struttura rischia il degrado».

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