Prenestino, un arsenale nella piazza di spaccio: 20 arresti

blitz_anti droga_prenestino
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di Emilio Orlando
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Venerdì 5 Giugno 2020, 08:00

Un arsenale di armi da guerra, giubbotti antiproiettile, pizzini dal carcere e vedette in ogni angolo del quartiere erano il simbolo dell’intoccabilità del gruppo criminale che gestiva il narcotraffico in tutta la zona delle case popolari di via Don Primo Mazzolari a Colle Prenestino. La complicità e l’omertà dei residenti, minacciati di morte se avessero denunciato, hanno garantito a lungo l’impunità di Claudio e Simone e Mirko Cesarini, capi promotori dell’organizzazione criminale smantellata all’alba di ieri dalla sezione antidroga della squadra mobile delle questura. “Cacetto,” “Er Fogna”, “Er palla” i loro alias per eludere le intercettazioni. Una piazza di spaccio, in cui le venti persone finite in manette erano collegate a importanti famiglie di spacciatori di Tor Bella Monaca: veniva rifornita di grossi carichi di cocaina, eroina, marjuana ed hashish da narcos albanesi in costante contatto con alcuni degli arrestati. I capi pagavano le spese legali e il mantenimento delle famiglie di chi veniva arrestato. Le tre donne, R.D.L, Cesarini Aurora e Barbara Gabrielli erano le “postine” incaricate di recapitare i messaggi che venivano consegnati durante le visite in carcere. 
Le armi, complete di micidiali proiettili con calibri militari, erano pronte a sparare contro chi avesse minacciato in qualche modo gli affari loschi della banda di pusher. Un modo sempre più consueto, nei quartieri, di San Basilio, Primavalle, Casilino, Quarticciolo, diventati ormai supermarket della droga, di organizzare militarmente con le armi il controllo del territorio e proteggerlo dai ficcanaso e dai blitz delle forze dell’ordine. Nella rete della procura che ha richiesto l’ordinanza di custodia cautelare al giudice per le indagini preliminari Alessandra Boffi sono finiti anche Nejz Furlan, Massimo Gabrielli, Andrea Donadio, Marco Pinelli, Mario Padovani e Francesco Grillo. 

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