Mugello, bimbo di 2 anni sparito nei boschi. Si cerca Nicola Tanturli: «Soffre di sonnambulismo»

Mugello, scomparso Nicola Tanturli, bimbo di 2 anni: «Non è nel laghetto di Palazzuolo»
Mugello, scomparso Nicola Tanturli, bimbo di 2 anni: «Non è nel laghetto di Palazzuolo»
di Claudia Guasco
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Martedì 22 Giugno 2021, 14:41 - Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 09:33

Lunedì sera i genitori hanno messo a letto Nicola, quasi due anni, e suo fratello di quattro. I piccoli si sono addormentati tranquilli, dopo il bacio della buona notte e un’ultima occhiata prima di spegnere le luci. Ma al mattino Nicola era scomparso. Alle dieci mamma e papà, disperati, hanno lanciato l’allarme: «Nicola è sparito». La risposta potrebbe arrivare da un suo disturbo del sonno. «Il bimbo soffriva di sonnambulismo», è ciò che trapela dai primi elementi raccolti. Altri episodi si sarebbero già verificati e potrebbero spiegare perché il bambino non era più nel suo letto.

Mugello, bimbo di 2 anni scompare da una comunità

Bimbo scomparso, allarme genitori

Per ora del piccolo, Nicola Tanturli, nato il 28 settembre 2019, nessuna traccia, nonostante il dispiegamento di forze attivato per le ricerche effettuate nei boschi e in un lago della zona. Almeno 200 i soccorritori schierati in un territorio impervio, tra vigili del fuoco, forze dell’ordine, volontari, perfino i suoi vicini, che sono gli abitanti di un ecovillaggio dove si pratica l’agricoltura biologica e si producono creme dai petali di rosa. La famiglia vive in una casa isolata a Campanara, il comune è Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze. La zona è isolata e si raggiunge solo con una mulattiera. Per arrampicarsi alla casa dei Tanturli bisogna salire dal paese a un caseificio, poi con una jeep si percorrono quattro chilometri e si arriva a un gruppo di case circondato da campi, saliscendi, rocce, rogge e alberi sradicati. È una zona selvaggia popolata da lupi e cinghiali e la famiglia ha scelto una vita spartana: niente luce, solo acqua corrente. Difficile, qui, trovare un bimbo di 21 mesi e infatti un intero giorno di ricerche non è bastato.

Nicola è un bambino che vive in campagna e ha sviluppato presto autonomia nei movimenti, abituato a esplorare da solo i confini di casa e le immediate vicinanze. Ma sarebbe il sonnambulismo ad averlo spinto fuori nel cuore della notte, senza fare rumore e non tornando più. Forse si è svegliato trovandosi nel buio pesto, ha camminato invano senza ritrovare la strada di casa. Quando i genitori hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri della zona, la prefettura ha attivato il piano di ricerca per le persone disperse. La famiglia abita in un luogo dove non arriva o è scarsissimo il segnale del cellulare, quindi anche internet. A due chilometri dalla loro casa c’è l’Ecovillaggio Campanara, comunità che da decenni pratica agricoltura biologica.

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Tutti gli appartenenti si sono uniti alle ricerche: «Io sono rimasta coi nipotini - racconta un’anziana residente - I genitori sono sconvolti, tutta la nostra comunità è in giro per i boschi a cercare il bambino». Sul posto anche il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Philip Moschetti: «Nicola è un bambino molto attivo - racconta - molto vispo, potrebbe camminare per un chilometro all’ora, non sappiamo quanta distanza possa aver fatto. Era abituato a uscire dalla casa, a vivere all’aria aperta. I genitori lo hanno messo a letto dopo cena. Al risveglio si sono accorti che non c’era più e hanno dato l’allarme».

 

Cani, droni e termoscanner 

Imponenti le ricerche coordinate dalla prefettura, su un’area ampia circa 10 chilometri quadrati. Sul posto vigili del fuoco, con circa 40 uomini e un elicottero, carabinieri, soccorso alpino, volontari della protezione civile. Sono arrivati anche i sub dei pompieri, per ispezionare un laghetto artificiale ma l’esito è stato negativo: «L’operazione è terminata, il piccolo non è qui», hanno comunicato. Per trovare Nicola sono state usate le unità cinofile, anche con i cani molecolari che hanno annusato i suoi vestiti.

Devono distinguere gli odori da quelli dei boschi e degli alpeggi dove il bambino, così come il fratellino più grande, scorrazzava per seguire gli allevatori al lavoro. «L’area dove si concentrano le ricerche è estesa e impervia con boschi e fitta vegetazione. Stiamo setacciando la zona, le ricerche continuano con tutte le forze e i mezzi a disposizione. Un’intera comunità è mobilitata», dice Moschetti. Si andrà avanti per tutta la notte. «Continueremo, non ci fermiamo - dice ancora il sindaco - Ci sono i droni e i cani molecolari». Sarà una lunga notte, illuminata dalle torri faro mentre un elicottero dei vigili del fuoco si alzeranno in volo con i termoscanner.

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