Schiacciato nel cantiere, un’altra vittima del lavoro

Venerdì 7 Maggio 2021 di Giammarco Oberto

Il giorno dopo la tragedia di Busto Arsizio, un’altra morte sul lavoro, nella Bassa Bergamasca. Maurizio Gritti, sposato, due bambini, avrebbe compiuto 47 anni domani. Ma questo compleanno non ci sarà. Era un muratore esperto, lo faceva da quando aveva 18 anni. La lunga esperienza non ha evitato la tragedia.

L’INCIDENTE. Stava lavorando con due suoi operai in un cantiere a Pagazzano, in via Canova: tiravano su le fondamenta di una villetta bifamiliare, un lavoro di cui aveva appena avuto l’appalto. Verso le 10 del mattino Gritti, che abitava a Calcinate con la famiglia, alla guida di una gru stava movimentando una lastra di cemento da 600 chili. Qualcosa è andato storto, la lastra - in gergo una “bocca di lupo” - si è staccata e gli è precipitata addosso, schiacciandolo contro un muro. L’uomo è morto sul colpo. La salma è stata portata nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, mentre nel cantiere i carabinieri di Treviglio avviavano le indagini: le perizie chiariranno se a causare l’incidente sia stato un guasto della gru o un aggancio mal eseguito della lastra.

LO SCIOPERO. L’incidente ha scatenato la reazione dei sindacati degli edili di Cgil, Cisl e Uil di Bergamo che hanno proclamato uno sciopero del settore: la mobilitazione si svolgerà per 2 ore mercoledì 12 maggio, con un presidio dalle 16 alle 17 davanti alla prefettura di Bergamo. «Lo diciamo da anni, basta, è inaccettabile che un lavoratore muoia in questo modo - è la nota congiunta - al prefetto chiederemo di intervenire presso il Governo perché venga riattivato subito il Tavolo della salute e della sicurezza presso il ministero del Lavoro».

LA TRAGEDIA DI BUSTO. Intanto muove i primi passi l’inchiesta aperta dopo la morte di Christian Martinelli, l’operaio di 459 anni schiacciato da un tornio mercoledì mattina nello stabilimento Bandera di Busto Arsizio. La procura ha iscritto tre persone nel registro degli indagati: i titolari dell’azienda e il responsabile della sicurezza. Per tutti l’ipotesi di reato è omicidio colposo. I colleghi dell’operaio, che lascia moglie e due bambine di 7 e 8 anni, si sono riuniti davanti ai cancelli dello stabilimento, chiuso per lutto, insieme alle rappresentanze sindacali.

LA STRAGE. Due morti bianche in due giorni, entrambe in Lombardia. Un a regione in cui nei primi tre mesi del 2021 ci sono già state 27 morti sul lavoro. Un trend in crescita: nel primo trimestre del 2020 erano state 21.

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