Sciopero dei medici, ambulatori chiusi per due giorni: ecco quando. «Noi abbandonati dallo Stato»

La rabbia e l'amarezza della categoria, con la richiesta ai cittadini di sostenere la lotta

Sciopero dei medici, ambulatori chiusi per due giorni: ecco quando. «Noi abbandonati dallo Stato»
Sciopero dei medici, ambulatori chiusi per due giorni: ecco quando. «Noi abbandonati dallo Stato»
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Martedì 15 Febbraio 2022, 14:59 - Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 15:23

Medici in sciopero. Lo hanno annunciato i sindacati Smi e Simet: chiuderanno tutti gli ambulatori convenzionati e ci sarà anche una manifestazione davanti al Ministero della Salute. Ecco quando.

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Gli ambulatori resteranno chiusi l'1 e il 2 marzo, con una manifestazione davanti al Ministero della Salute in quest'ultimo giorno di sciopero. «Il malessere della categoria è palpabile: carichi di lavoro insostenibili mancanza di tutele, burocrazia aberrante e non ultimo il mancato indennizzo alle famiglie dei colleghi deceduti per Covid. Uno schiaffo, da parte dello Stato, soprattutto agli orfani di quei medici», spiega una nota intersindacale. 

«Scioperiamo perché rivendichiamo, come tutti gli altri lavoratori, tutele concrete quali ferie, maternità, malattia; reclamiamo tutele certe in materie di sostegno ad handicap e sostituzioni per poter fruire del meritato riposo, nonché politiche serie sulle pari opportunità. In questa pandemia, che ha travolto il mondo, sono le donne medico che hanno pagato il prezzo più alto. Il diritto al lavoro si deve coniugare al diritto alla vita familiare e personale», prosegue la nota di SMI e SIMET, il Sindacato Medici Italiani e il Sindacato Italiano Medici del Territorio.

«Vogliamo riappropriarci del nostro ruolo e della nostra dignità professionale per poter curare al meglio i pazienti che a noi si sono affidati; in questo senso siamo impegnati a garantire a tutti i cittadini parità di accesso e immediate risposte in rapporto ad uguali bisogni di salute - aggiunge l'Intersindacale medica - Scioperiamo perché vi è la necessità che vi siano più medici sul territorio: ad oggi nel nostro Paese sono più di tre milioni i cittadini senza medico di famiglia. Le postazioni di guardia medica o vengono chiuse o accorpate per mancanza di personale. Le ambulanze del 118 sono senza medico a bordo. Vogliamo che i giovani medici siano attratti da questa professione, che oggi disertano al pari dei vecchi che si prepensionano. È ormai ineludibile l'istituzione di un corso di specializzazione in medicina generale. Vogliamo dire basta alla strisciante privatizzazione della medicina generale. Il nostro sciopero, in definitiva, ha lo scopo di salvare i medici per salvare il Servizio Sanitario Pubblico. Chiediamo ai cittadini di essere al nostro fianco», conclude la nota.

Medici di famiglia contrari: "Siamo in pandemia, è inopportuno"

Un'azione di sciopero dei medici territoriali di area convenzionata «non concordata e fatta in un periodo di stato di emergenza per l'epidemia da Covid-19 danneggia solo il cittadino. Non credo che questo sia il momento di azioni di questo tipo». Lo afferma all'ANSA il segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, in riferimento allo sciopero proclamato per l'1 e 2 marzo dalle organizzazioni sindacali Simi e Simet con la chiusura degli ambulatori. «In questo momento - sottolinea il segretario dei medici di famiglia - lo sciopero mi sembra un atto fine a se stesso, mentre penso che si sarebbero dovute trovare forme di protesta congiunte mirate ad evidenziare, e non a scaricare suoi cittadini, il disagio della categoria medica».

Scotti sottolinea dunque l'inopportunità di uno sciopero in questo momento, pur concordando sulle ragioni del disagio denunciato dai medici di base in questi mesi: «Ovviamente siamo d'accordo ed abbiamo più volte denunciato le difficoltà che i medici affrontano quotidianamente nei loro studi, a partire dai carichi di lavoro e dall'eccesso di incombenze burocratiche da evadere in relazione alla pandemia, tutto tempo sottratto al contatto con i pazienti. A ciò si aggiunge l'ultimo stop del Senato ai risarcimenti alle famiglie dei medici morti per Covid, un vero schiaffo alla dignità della categoria. Riteniamo - aggiunge - che sia ormai da settimane in atto una campagna denigratoria verso i medici di famiglia, sempre più oggetto di attacchi e anche episodi di violenza».

Tuttavia, precisa, «non è il momento di scioperare e ci meraviglia che i soggetti preposti al controllo delle iniziative di sciopero non intervengano». Scotti ricorda inoltre come nel contratto dei medici vigente sia previsto che «in caso di avvenimenti eccezionali gli scioperi si intendono sospesi e - afferma - lo stato di emergenza per la pandemia è in vigore fino al 31 marzo». Quanto ai numeri dello sciopero proclamato, «potrebbe riguardare fino a 1 medico su 4 di area convenzionata, ovvero il 25%. I due sindacati Smi e Simet contano infatti circa 10mila iscritti». La Fimmg, ricorda, «conta 21mila iscritti, su un totale di circa 34.700 medici iscritti a sigle sindacali, ai quali si aggiungono altri 8mila medici circa non sindacalizzati». 

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