Bimbo di 7 anni uccide il patrigno. Il legale: «Ha difeso la mamma, la vedeva in pericolo»

Mercoledì 2 Dicembre 2020
Bimbo di 7 anni uccide il patrigno. Il legale: «Ha difeso la mamma, la vedeva in pericolo»

Anche la procura minorile sta indagando sull'omicidio avvenuto nelle campagne di Manfredonia (Foggia), in contrada Macchia Rotonda: un bambino di appena sette anni avrebbe ucciso, colpendolo con un coltello, il patrigno 38enne al termine di una lite tra l'uomo e la madre del piccolo. L'avvocato Angelo Salvemini, legale della mamma, ha detto che «l'ipotesi al vaglio è quella già nota, di un bambino di otto anni che si è difeso da un'aggressione» dopo aver «percepito un pericolo grave».

 

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L'uomo, un pregiudicato arrestato nel 2013 per la sua appartenenza a una banda di criminali, dopo la coltellata è stato trasportato d'urgenza in ospedale, ma è deceduto poco dopo. Lo stesso bambino, rimasto ferito ai denti, è stato ricoverato in ospedale. «Il bambino - spiega il legale - è stato sentito ieri dai carabinieri alla presenza del papà naturale, però non conosciamo ancora il tenore delle dichiarazioni perché quando le ha rese non ero presente. Ho parlato stamattina con il procuratore informalmente e per il bambino, ovviamente, è tutto a posto, essendo minore non è imputabile. Poi è stato lasciato temporaneamente in custodia dal papà per la notte. Era stato ricoverato per un problema ai denti ma nulla di grave, sta bene. Penso che in giornata tornerà a casa della mamma».

 

Ora, aggiunge l'avvocato, «è opportuno attendere i risvolti delle ulteriori indagini, se ci saranno. Ci sarà anche l'autopsia, dalla quale allo stato non ci aspettiamo nulla di diverso da quanto già emerso. Da un ragionamento deduttivo pensiamo che se fosse emerso qualcosa di diverso, almeno a carico della mamma, probabilmente ieri stesso o anche oggi qualcuno ci avrebbe contattato, quindi presumiamo che le cose stiano così come sono emerse, ma è solo una presunzione, perciò lasciamo il punto interrogativo in attesa dell'esito di tutte le indagini, anche per evitare di interferire nelle stesse».

 

Subito dopo, alla domanda se il patrigno fosse un soggetto violento, l'avvocato replica: «Non ho avuto modo di parlare con la signora di questo aspetto, mi sono interessato ad altro, anche perché in queste situazioni preferisco evitare di metterci del mio con domande, per evitare di confondere la signora o comunque, nel caso in cui dovesse essere risentita, di poter pregiudicare una qualche attività, anche perché la signora è pure molto provata, e non voglio infierire più di tanto».

 

Infine, l'avvocato si sofferma su un ultimo aspetto, vale a dire la reazione di un bambino di otto anni che riesce a uccidere con un coltello un adulto 38enne presumibilmente violento: «Evidentemente il bambino avrà percepito un pericolo, perché per avere una reazione di quel tipo deve aver percepito un pericolo grave. È chiaro che per poterci esprimere sul punto dovremmo fare delle valutazioni di tipo psicologico. Sicuramente a noi comuni mortali viene da fare questa deduzione. Certo, una reazione del genere non è che la si ha al primo momento, ma questo è un ragionamento che faccio io. Per adesso, però, non si conoscono i retroscena, quindi tutto ancora è in fase di accertamento. Probabilmente all'esito verrà fuori anche la situazione familiare». 

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