Niente cibo e niente pause, prostitute ridotte in schiavitù: arrestati marito e moglie aguzzini

Domenica 5 Aprile 2020
Una di loro è stata persino costretta, secondo le testimonianze, ad abortire per stete volte consecutive. E poi pasti negati, turni anche di 24 ore pur di riuscire a ottenere il guagagno previsto per la giornata. I carabinieri hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini di nazionalità bulgara, marito e moglie, accusati di aver costretto decine di donne, alcune connazionali, a prostituirsi, anche in condizioni disumane. I fatti sono avvenuti a San Severo, provincia di Foggia, in particolare nei quartieri San Berardino e Siberia e lungo la statale 16 bis. 

A far scattare i controlli e poi gli arresti, una giovane donna che ha deciso di denunciare i suoi aguzzini. «L’esito delle verifiche - spiegano i carabinieri in una nota - ha consentito di accertare numerosi episodi di sfruttamento della prostituzione, al limite con la “riduzione in schiavitù” delle vittime».

Minacce, ricatti e violenze erano abituali per costringere le malcapitate ad andare in strada, anche quando le condizioni meteo erano proibitive. A nulla sono valse, per mesi, le lamentele e le richieste di qualcosa per scaldarsi avanzate dalle donne sfruttate. Ora marito e moglie si trovano agli arresti domiciliari.  © RIPRODUZIONE RISERVATA