Generali, i fondi pensione scommettono sull'economia reale. Prestazioni più ricche nel medio periodo

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Marco Barbieri

Prudenza sì, ma remunerazione del capitale a un livello che sia stabilmente superiore al Tfr. L’obiettivo dei Fondi pensione è semplice da enunciare, non facile da conseguire, ma è la condizione per “produrre” pensioni di scorta che giustifichino l’architettura della previdenza complementare. La struttura degli investimenti dei Fondi pensione (poco più di 160 miliardi di patrimonio investibile) è ancora largamente rivolta alle «obbligazioni governative e altri titoli di debito per il 56,1 per cento del patrimonio» come ricordava Mario Padula, presidente Covip, nel corso della sua ultima relazione annuale. «Gli impieghi in titoli di imprese domestiche rimangono marginali, riflettendo anche la peculiare struttura del tessuto industriale italiano e il livello complessivamente limitato della capitalizzazione del mercato azionario nazionale. Il totale di 4,6 miliardi di euro è pari al 2,9% del patrimonio» aggiungeva Padula.

OLTRE IL REDDITO FISSO

«Lo scenario attuale, di tassi ancora bassi ma in potenziale transizione, rappresenta una sfida chiave per le scelte strategiche dei fondi istituzionali e sovrani. Per rispondere a tale sfida è importante affiancare ad investimenti più tradizionali, soprattutto nella sfera del reddito fisso, altri più dinamici e alternativi come quelli legati all’economia reale che si contraddistinguono per una minore liquidità ma una maggiore appetibilità rischio-rendimento», commenta Bruno Servant, amministratore delegato di Generali Insurance Asset Management (GIAM), prima Sgr in Italia con circa 460 miliardi di euro in gestione. In questa logica è interessante la scelta di Fondoposte – il Fondo Nazionale di Pensione Complementare per il Personale di Poste Italiane – che per il proprio comparto “Garantito” ha introdotto una soluzione innovativa che amplia la gestione degli investimenti del comparto a una quota maggiore di investimenti alternativi, come l’immobiliare, avvalendosi della competenza di GIAM. «La pandemia ha senz’altro reso più complesso lo scenario di mercato – aggiunge Servant – ma ha fatto emergere come i clienti, sia istituzionali che retail, cerchino un partner solido, di qualità, in grado di combinare una consolidata competenza e risultati eccellenti, con soluzioni innovative per rispondere ai diversi cicli di mercato. L’accordo di GIAM con Fondoposte è solo l’ultimo esempio di come sia possibile accompagnare uno storico cliente, partendo da una relazione consolidata su asset class più tradizionali, ad espandere la propria strategia di investimento. Questo orientamento, inoltre, prende le mosse dalla consapevolezza circa il ruolo che il risparmio può ricoprire nel contesto della ripresa economica, che richiede una federazione virtuosa tra investimenti pubblici e privati. Abbiamo di fronte a noi uno scenario unico nella storia e le società di gestione potranno fare la differenza, grazie alla capacità di sostenere aziende, asset e progetti che ripartono dopo la crisi sanitaria ed economica». Nell’orizzonte degli investitori istituzionali gestori di previdenza, c’è da segnalare anche il caso di Enpaia (la Cassa previdenziale dei lavoratori dell’agricoltura), dove è riemersa la grande opportunità del reale estate. La crisi legata al Covid e il persistente scenario di tassi bassi hanno reso il real estate una delle classi di investimento più interessanti per gli investitori di lungo periodo, ma anche uno degli elementi fondanti per una ripresa economica autenticamente sostenibile.

IL CASO ENPAIA

«Come GIAM, siamo particolarmente orgogliosi di essere parte di questo hub che riunisce diversificate expertise – conclude Servant – dove la competenza nel real estate, maturata nella gestione di un portafoglio immobiliare unico al mondo come quelli di Generali, può agevolmente essere messa a disposizione dei nostri clienti, non soltanto attraverso l’apertura dei fondi immobiliari della piattaforma Generali Investments alla partecipazione di investitori con i quali vi sia un allineamento di obiettivi ed interessi di investimento, ma anche, come a esempio nelle recenti operazioni completate con Enpaia ed Antirion in un co-investimento al 50% su immobili di assoluta qualità a livello europeo».

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Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA