E la Venere sbarca a Lecce con gli stracci del presente

Domenica 22 Dicembre 2019 di Claudia PRESICCE
Gli stracci. Quando è nata quest'opera nel 1967 avevano un senso molto diverso. Si inaugurava la cosiddetta Arte povera con quella statua dal sapore classico, bianchissima, che guardava una piramide di pezze. Quegli abiti usati accantonati uno sull'altro, gli stracci, potevano semmai evocare gli scarti della nostra società dei consumi. A guardarla oggi la Venere degli stracci' di Michelangelo Pistoletto rimanda ad un'altra contemporaneità triste: viene da pensare al primo istante ai profughi del Mediterraneo, a quei corpi galleggianti nell'acqua, o ai loro vestiti vuoti riportati sulla riva dalle onde della nostra sconfitta. Tutt'altra storia rispetto alle origini: il mondo in cui nacque quest'opera era quello del bene comune, del cosmopolitismo, dei collettivi. Non avrebbe mai contemplato una deriva come quella del nostro presente. È arrivata a Lecce la Venere degli Stracci di Pistoletto, quella conservata a Biella presso la Cittadellarte Fondazione Pistoletto (è la prima versione, quella originale), ed è già qui posizionata davanti al suo muro di stracci. Come di consueto volge le spalle ai visitatori che non potranno vederne volto e lato frontale del corpo. Riconosceranno però le sue morbidezze che rimandano ad una bellezza classica, ideale, stridente con la scompostezza che ha di fronte. Lei è quella autentica: una poverissima statua in cemento, ricoperta con una vernice contenente polvere di mica che le fa brillare la pelle. Gli stracci sono vecchi, ma nuovi'. Cioè sono stati raccolti qui da studenti, migranti, associazioni e tante realtà del territorio che hanno collaborato con il museo in un percorso culturale. Ed ecco che L'antico è contemporaneo, il filo conduttore della manifestazione, in quest'opera trova un'esplicita icona. Sono previste anche attività didattiche legate alla Venere realizzate con il Dipartimento educazione del Castello di Rivoli Museo d'arte contemporanea e l'Accademia di Belle Arti di Lecce. Sarà questa Venere ad accompagnare fino al 31 marzo 2020 tutti i visitatori del museo Castromediano alla scoperta dei rinnovati percorsi della collezione archeologica. Quindi alloggerà a Lecce per alcuni mesi, tra reperti storici e preziosi frammenti di civiltà. Con la Venere degli stracci oggetti in disuso diventano parte di un'opera d'arte da celebrare: è il messaggio che ci manda può spaziare oggi, dal riciclo al recupero della memoria, alla cultura. Il modello della statua è ispirato alla Venere con mela realizzata nel 1805 da Bertel Thorvaldsen, un noto scultore neoclassico danese, oggi conservata al Louvre di Parigi. Altre versioni di questa Venere di Pistoletto del '67 sono ospitate presso la collezione De Bernardi di Napoli, poi in Germania e nella collezione Giuliana e Tommaso Separi di Milano. Altre due versioni di gesso più alte, del 1970, sono al Toyota Museum of Contemporary Art in Giappone e al Hirschhonn Museum di Washington. Un'altra versione del 1972 ricoperta d'oro è nella collezione Lia Rumma di Napoli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 19:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA