Carmelo Bene, le pagelle dell'Istituto Calasanzio: male a scuola e genio nella vita

Martedì 25 Gennaio 2022 di Alessandra LUPO

La sua intera vita ci ha abituati alla contraddizione come forma d’arte, ma questa volta dal passato di Carmelo Bene spunta un documento che ne mette in luce anche i lati più umani e in qualche modo, parola da prendere con le pinze nel suo caso, consueti. 

Quelli dello studente alle prese con una pagella tutt’altro che brillante. Nell’istituto scolastico Calasanzio di Campi salentina, infatti, dove il grande regista e attore si è formato a partire dalla scuola dell’infanzia e fino ai suoi diciassette anni, i suoi voti sono custoditi in archivio, sotto lo sguardo vigile di padre Roberto Innamorati. 

I voti del maestro negli archivi del Calasanzio


Anche quelli delle superiori che Bene frequentò negli anni ‘50 con profitti non proprio lusinghieri: durante la prima liceo il giovanissimo Carmelo, che era di casa dai padri Scolopi, conseguiva una promozione tirata un po’ per i capelli: sei in Italiano, Matematica, Greco e Storia, cinque in Latino, Scienze naturali e Fisica. A Bene però piacevano Filosofia e Storia dell’arte, in cui nell’ultimo trimestre rimediò un sette. Oltre al “Buono” fisso in religione, materia che com’è noto gli era particolarmente gradita. Chiunque abbia visto “Sono apparso alla Madonna” sa di cosa stiamo parlando. 
Quello che balza agli occhi è anche che il giovane Bene non doveva amare troppo l’Educazione fisica, tanto da vedere in pagella il mediocre dei primi trimestri piombare nel disastroso tre di fine anno. Dietro al brutto voto potrebbe esserci stato un contrasto con l'insegnante risolto con la verve spiazzante ma ancora acerba del genio? Oppure un vezzo da intellettuale in erba? Si può solo specularci un po’ su. 

Genio e sregolatezza


Al di là delle difficoltà del Calasanzio, il top per l’educazione dei giovani salentini della zona, i voti bassi di Bene non sono certo una stranezza. Capita non di rado di imbattersi in performance scolastiche mediocri di personaggi poi diventati dei punti di riferimento della cultura. Basti pensare che un divulgatore colto come Alberto Angela venne bocciato in prima media e che Pier Paolo Pasolini non passò l'esame da giornalista. Il prezioso documento è stato postato sui social da Luigi Del Prete, che in quella scuola oggi insegna Italiano. Un regalo ai tanti cultori del maestro, ma anche una piccola reliquia della sua vita all’ombra del convento degli Scolopi che un’influenza così grande ebbe nel suo lavoro.

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 00:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA