Addio a Licio: soldato dell'Armata italiana in Russia, riuscì a sfuggire ai lager di Hitler. Con lui se ne va quasi un secolo di storia

Martedì 10 Novembre 2020 di Salvatore Galizia

OSTUNI - È venuto a mancare alla veneranda età di 99 anni Licio Giglio, prezioso testimone di storia, simbolo di una memoria da custodire gelosamente e scrupolosamente. Sottotenente di artiglieria, classe 1921, Giglio, ostunese, figurava tra i diecimila degli oltre duecentomila soldati dell’Armata italiana in Russia, scampati ai lager tedeschi. Il biennio di riferimento è quello tra il 1941 e il 1943, l’Armir cadde nel gelo russo e la conseguente ritirata italiana si tradusse nell’armistizio e nelle conseguenti deportazioni nei campi di prigionia. L'addio, agli albori del secolo di vita, traguardo che avrebbe di fatto tagliato a maggio prossimo. Giglio, bancario in pensione, è stato portavoce del ricordo di uno dei periodi più bui dell’umanità, quello legato al secondo conflitto mondiale ed alle successive deportazioni e persecuzioni nei campi di prigionia, vissuto in prima persona e tramandato alle successive giovani generazioni.

La Città bianca in queste ore lo saluta con affetto e commozione. Tra i primi messaggi di cordoglio, quello del sindaco di Ostuni, Guglielmo Cavallo: «Grazie infinite a Licio Giglio per essere stato un faro per la nostra memoria. Lo ricordiamo per un'appassionata testimonianza nella ricorrenza della giornata delle forze armate del 2019. Grazie alla collaborazione della famiglia e al lavoro degli alunni della Barnaba-Bosco, l'anno scorso aveva raccontato la sua esperienza nell'Armir e le persecuzioni, i momenti di sconforto, le privazioni subìte in prima persona durante la deportazione in un campo di prigionia tedesco a seguito dell'armistizio firmato da Badoglio. Il documentario del suo racconto dal titolo "Licio Giglio, un soldato italiano nelle prigioni di Hitler" ricevette il 1° premio “Paolo Gobetti”».

 

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