Già ferma la corriera del mare: alla Stp scatta l'orario invernale tra l'ira di bagnanti e operatori

Martedì 3 Settembre 2019 di Roberta GRASSI
Ultima corsa il 31 agosto. Mare, arrivederci all'anno prossimo, per lo meno in bus.
Il servizio di trasporto urbano che copre la litoranea è stato interrotto, nonostante le lamentele dei bagnanti e di quanti avrebbero voluto approfittare degli scorci di estate che settembre tornerà ad offrire per godersi la costa brindisina nella sua versione meno affollata. Il bus 4 si fermerà al Casale. Il 4 sbarrato verrà soppresso per tutto il periodo invernale.

Le ragioni? Quelle di sempre: le previsioni regionali prevedono che il servizio sia assicurato a luglio ed agosto. La Stp, spiega il direttore Maurizio Falcone, lo estende anche a giugno, facendolo partire appena dopo la chiusura delle scuole.
Per l'ultima parte di bella stagione non c'è niente da fare. Perlomeno in assenza di un intervento del Comune in grado di garantire un finanziamento extra.

Di anno in anno gli effetti dello stop diventano sempre più fastidiosi per i fruitori abituali e saltuari: la presenza turistica cresce, soprattutto quella straniera, anche nei mesi solitamente meno popolari per le vacanze. Inoltre aumenta una certa sensibilità all'uso dei mezzi pubblici al posto dell'auto, con tutte le difficoltà nei parcheggi che essa comporta.
I lidi restano aperto più a lungo. Il mare settembrino affascina indigeni e forestieri più di quello agostano, talvolta. Tutto ciò non si traduce, a quanto pare, in un numero sufficiente di biglietti staccati. Quanto basterebbe per prevedere qualche corsa in più.
Di certo c'è che ci sono state molte proteste.

Durante l'anno le doglianze riguardano principalmente e ritualmente la qualità del trasporto. I bus sono affollati e spesso non adeguatamente attrezzati. Ma ciò accade, a quanto pare, per via di un impedimento insormontabile. I mezzi nuovi, alimentati metano, non riescono a oltrepassare il ponte della Sciaia. Archiviando il problemi dell'alta stagione, restano quelli dell'ultimo periodo dell'estate. E di conseguenza un ragionamento sulle strategie più opportune, anche dal punto di vista dei trasporti, per promuovere il territorio, la costa brindisina e il turismo, quello destagionalizzato.

Il programma regionale, in materia ha dichiarato Falcone prevede la copertura nei mesi di luglio e agosto, noi facciamo in modo di coprire anche parte del mese di giugno, nonostante non rientri nelle previsioni contrattuali, così come non rientra neppure il mese di settembre. Lo scorso anno è andata esattamente allo stesso modo.
Se ci fosse necessità, il servizio potrebbe essere esteso. Ma con le dovute coperture finanziarie. Sarebbe necessario, insomma, un contributo extra che probabilmente il Comune, in questo momento, non può permettersi. Fatto tra l'altro un ragionamento aritmetico sul rapporto costi benefici.

I fari, comunque sia, restano puntati sulla mobilità e sulla qualità dei trasporti in Puglia e nel Salento. Di pochi giorni fa la polemica che ha riguardato l'aeroporto di Brindisi e i collegamenti con Lecce e dintorni. Un giornalista che possiede una casetta al mare a Lido Conchiglie, vicino Gallipoli, ha raccontato su twitter di aver dovuto affrontare un calvario di 5 ore, fra bus, treni e cambi vari, per raggiungere la destinazione, dopo essere atterrato allo scalo del Grande Salento alle 17. L'arrivo? Alle 21.41. In molti hanno commentato, tutti concordi nel ritenere che sarebbe stato più opportuno munirsi di un'automobile per evitare lunghe attese e fatiche varie.
Anche a Brindisi città, non va molto meglio. Il centro urbano resterà scollegato dalle marine per tutto il mese di settembre, in barba a chi sostiene e scrive ironicamente su fb, di poter fare il bagno anche fino a fine ottobre. Solo in auto, moto o per i più allenati, in bici.
L'ultimo giro e l'ultima corsa del 4/ e del 4 (in versione estiva) risalgono all'ultimo giorno d'agosto. La bella stagione è terminata. Ultimo aggiornamento: 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA