Falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni: arrestato ex vice sindaco di Francavilla e altre 11 persone. Gli indagati sono 162

Luigi Galiano
Luigi Galiano
di Gianni CANNALIRE
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Lunedì 14 Marzo 2022, 10:05 - Ultimo aggiornamento: 12:50

BRINDISI - Terremoto politico e non solo a Francavilla Fontana. L'ex vice sindaco Luigi Galiano, assessore nella passata amministrazione comunale guidata da Maurizio Bruno, è stato arrestato insieme ad altre 11 persone dai militari della locale compagnia della Guardia di Finanza. L'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Brindisi ha ipotizzato a carico di Galiano e degli altri 11 arrestati una presunta associazione finalizzata alla frode ed anche all'estorsione. Complessivamente gli indagati sarebbero 162. Galiano attualmente ricopre la carica di consigliere comunale di opposizione per il movimento da lui fondato "Francavilla Popolare-Insieme". L'ex vice primo cittadino è finito in carcere, insieme ad altre quattro persone, tra cui il fratello Michele. Ai domiciliari, tra gli altri, a Mery D'Elia e Giacomo Martina. L'operazione è scattata all'alba di oggi, con i militari della guardia di finanza che hanno eseguito 'ordinanza del gip del Tribunale di Brindisi Maurizio Saso. Le indagini, che ruotano attorno a un giro di presunti falsi incidenti, sono state coordinate dal pm Francesco Carluccio della Procura di Brindisi.

Le indagini

Le attività di polizia giudiziaria, svolte con il coordinamento e delega della Procura della Repubblica di Brindisi, hanno consentito di ipotizzare l'esistenza di una vera e propria associazione a delinquere della quale facevano parte, secondo l'accusa, sei persone tra cui tre avvocati, un medico ed altri soggetti che, operando professionalmente ed in modo stabile in un lungo arco temporale (da almeno sei o sette anni), avrebbero denunciato alle compagnie assicuratrici decine di presunti falsi incidenti stradali, producendo anche falsi certificati medici di Pronto Soccorso ed altri falsi certificati di prolungamento di malattia, e ricorrendo anche a false testimonianze (si contano addirittura 32 casi accertati), che venivano rese con preoccupante disinvoltura nei giudizi instaurati davanti ai competenti Tribunali ed Uffici del Giudice di Pace. Sono stati riscontrati, altresì, almeno tre casi di possibile corruzione in atti giudiziari di testimoni, in quanto venivano elargiti agli stessi compensi affinché rendessero false testimonianze in giudizio. É stato, infine, riscontrato uno specifico episodio di estorsione aggravata, commesso da alcuni degli indagati in concorso tra loro e con due pregiudicati, che sarebbe consistito nel costringere alcuni dei soggetti reclutati in un falso sinistro stradale, che erano beneficiari degli assegni emessi dalla compagnia assicuratrice, a rendere il dovuto agli organizzatori della frode accontentandosi del compenso fisso predeterminato pattuito tra loro. Secondo le ipotesi investigative, gli indebiti risarcimenti assicurativi riguarderebbero circa 61 sinistri stradali verificatisi negli anni dal 2015 al 2019.

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