Aumenta la disoccupazione: donne e over 45 i più penalizzati

Aumenta la disoccupazione: donne e over 45 i più penalizzati
Giunge in un momento importante della vita di Brindisi e provincia questo Primo Maggio, quando è in pieno fermento la campagna elettorale che porterà alla scelta di otto nuovi sindaci e al rinnovo di altrettanti consigli comunali. Un motivo in più per riflettere sulle problematiche del lavoro, soprattutto del lavoro che non c’è e che purtroppo i dati continuano a raccontare sempre in negativo.
Gli ultimi dati rilevati al 31 dicembre 2017 dal Servizio Politiche Attive del Lavoro della Provincia di Brindisi nei Centri per l’impiego evidenziano un ulteriore peggioramento rispetto al 31 maggio dello stesso anno: la percentuale complessiva della disoccupazione tra Brindisi e provincia arriva al 32,24%, era del 32,03% alla fine di maggio.
La differenza dello 0,21% in più è solo apparentemente minima se si tiene in considerazione dell’arco temporale in cui è stata registrata, ovvero in soli sette mesi. Si comprende ancora meglio se si leggono i numeri assoluti delle persone in carne e ossa in cerca di occupazione rispetto alle più sterili percentuali.
La popolazione attiva, ovvero immediatamente disponibili al lavoro, si conta al 31 dicembre dello scorso anno in 129.896 maschi e 135.100 femmine, lo stesso numero del 31 maggio per un totale di 264.996. Ma, se a maggio c’erano 37.308 maschi e 47.574 femmine in cerca di lavoro, al 31 dicembre i disoccupati sono diventati rispettivamente 37.590 e 45.852, in pratica 282 maschi in più e 2.278 femmine in più con un totale di 2.560, molte di più le donne rispetto agli uomini. In percentuale il 28,72% i maschi disoccupati a maggio, il 28,94 a dicembre; 35,21% le femmine nel mese di maggio, il 25,42% a dicembre.
Il numero dei disoccupati in più che sono stati registrati negli ultimi sei mesi dai Centri per l’impiego, ovvero 2.560, si spalmano più o meno equamente in tutti i comuni a cominciare dalla città capoluogo. Brindisi che occupava e continua ad occupare la parte alta della classifica passa da 21.018 disoccupati di maggio a 21.087 a dicembre, prima il 35,73%, poi il 35,85.
San Pancrazio Salentino continua a detenere la maglia nera con 2.539 (37,83%) uomini e donne in cerca di lavoro del maggio scorso e 2.563 (38,19%) di dicembre; penultimo in classifica il comune di Torchiarolo che evidenzia una percentuale che continua ad aumentare. A maggio i disoccupati erano 1.309 (36,02%), a dicembre sono diventati 1.334 (36,71%). Peggiorano i numeri anche in quel di Ceglie Messapica: i disoccupati erano 5.596 (34,39%), sono diventati 4.629 (34,64%).
La colata a picco non risparmia neppure i comuni che stanno meno peggio. Il comune che conta meno disoccupati è Fasano che ne registrava 6.853 (25,62%) a maggio del 2017, ne ha registrati 6.886 (25,75%) a dicembre. Peggiora anche la situazione a Carovigno che passa da 2.874 (25,74%) disoccupati a 2.902 (25,99%).
Come mostrano i numeri, le rilevazioni di maggio e quelle di dicembre non evidenziano grandi differenza a causa del breve periodo messo a comparazione. Fa comunque specie che il trend negativo non accenna a diminuire, anzi prosegue inesorabile, segnale evidente che la ripresa economica è ancora lontana dall’essere contata dai numeri.
Va specificato inoltre, che i dati forniscono una lettura in difetto della reale situazione occupazionale del territorio. I Centri per l’impiego infatti, contano solo il numero di coloro che ricorre ad essi per cercare lavoro. Insieme ad essi esiste l’esercito di quelli che rassegnati il lavoro non lo cercano nemmeno, i giovanissimi che ancora non si sono presentati negli uffici e quelli che vanno a cercare fortuna altrove lontano dalla città nativa.
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Martedì 1 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 11:31