Università, 6 nuovi corsi e sconto sulle tasse: presentate le novità per il prossimo anno accademico. Si punta su innovazione e farmaceutica

Università, 6 nuovi corsi e sconto sulle tasse: presentate le novità per il prossimo anno accademico. Si punta su innovazione e farmaceutica
di Benedetta DE FALCO
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Sabato 16 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:00

Uniba cambia: è il titolo della nuova campagna di immatricolazione dell’Università degli studi Aldo Moro di Bari e contiene un gioco consonantico come ha spiegato ieri il rettore Stefano Bronzini per presentare le novità accademiche a partire da quest’anno: «Uniba, è una parola da completare: il termine composto è una scritta interrotta dove “Uni” sta per “un’idea” in evoluzione e da definire. Unendo gli sforzi possiamo farcela». Nuovi corsi di laurea, potenziamento dei servizi per gli studenti, regolamento di tasse e contributi, dottorati e collaborazioni pubblico private sono le linee del cambiamento preannunciate nel titolo slogan dell’anno accademico 2022/2023.

Tutte le novità


Anna Paterno, professoressa ordinaria in demografia e delegata ai percorsi formativi, ha presentato i numeri e le novità che delineano la rotta programmatica dell’anno accademico e del futuro dell’università: sei nuovi corsi di studio riguardo l’audiovisivo e lo spettacolo, bioinformatica, biotecnologie industriali e farmaceutiche, chimica industriale, gestione strategia, e data science ed 80 insegnamenti per l’acquisizione di competenze trasversali. Un ventaglio di 129 corsi di studi, che aumentano per rispondere alla diversificata domanda del mondo del lavoro, i cui contenuti cambiano per essere all’altezza delle sfide contemporanee che trovano legittimità in luoghi istituzionali: infatti Uniba ha attivato il primo dottorato di ricerca in gender studies fortemente interdisciplinare. 

Le imprese convenzionate


L’intraprendenza dell’università si evidenzia in altri dati: sono 50 le imprese convenzionate con l’università tra tirocini e ricerca. Venticinque corsi di dottorato, cinque corsi in convenzione con enti come la Cnr e l’Infc e un dottorato industriale con la Merck kgaa connetteranno sempre più il mondo della ricerca e il lavoro fino a farli coincidere: «Noi eravamo abituati ad iscriverci in un corso di laurea con un’etichetta adesso Uniba cambia perché bisogna cambiare il modo di guardare e il vero studio è inventarsi il nuovo lavoro. Costruire una nuova traiettoria», dice Paterno. L’università di Bari ha beneficiato di 73 borse di studio per dottorati di ricerca finanziati dal Pnrr con temi vincolati nell’ambito della pubblica amministrazione, gestione dei beni culturali e della transizione digitale; il rettore pone una riflessione sull’entusiasmo in genere nutrito con aura risolutiva verso questa leva finanziaria ministeriale: «Non è l’occasione di una svolta, ma la possibilità di realizzare idee nuove e vecchie». La sostenibilità economica e l’accessibilità ai corsi universitari sono stati temi cardine di discussione e di confronto, alla base delle trasformazioni che l’università intende percorrere: «L’efficacia del regolamento sulle tasse si deve alle associazioni studentesche e ai rappresentanti degli organi centrali: non è stata una presenza immobile. Ci hanno aiutato a superare delle difficoltà. In questo metodo aperto e flessibile, l’università di Bari riconosce il suo operato e la volontà di affrontare temi che riguardano anche la questione di genere», precisa Bronzini.

Le tasse


Il professore di vulcanologia Piero Dellino ha spiegato i risultati di questa sinergia tra rappresentanti degli studenti e docenti: mantenere basse le tasse universitarie e rateizzazione in 4 sessioni: «Sono 27 milioni le tasse che l’università percepisce dagli studenti che sono in tutto 42.000. La media delle tasse per studente è di 640 euro. Noi riusciamo a tenerle così basse perché abbiamo un bilancio solido ma non possiamo scendere al di sotto di questa soglia in quanto le tasse rientrano in un indicatore che riconosce premialità alle università».
Il 42% degli studenti iscritti all’Uniba non paga tasse: una percentuale consistente data l’estensione della no tax area, dunque dell’esenzione dal pagamento di rate a chi presenta un Isee inferiore a 25.000 euro: «Ma non ci siamo fermati qui: i più meritevoli con voto di maturità di 100 e 100 e lode non pagano il contributo onnicomprensivo», spiega Piero Dellino, «ovvero la tassa regionale che va da 120 a 160 euro». Agevolazioni che vogliono livellare disuguaglianze ed attrarre gli studenti pugliesi e forestieri a studiare in terra natia non solo per l’accessibilità economica ma anche per l’attenzione rivolta alla cura degli studenti con sportelli psicologici e programmi prefissati per coloro che soffrono di disturbo specifici dell’apprendimento.
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