Bari: taglio da donna, salasso record. Qui prezzi più alti che a Milano. Il salone: «Ma non è colpa nostra»

Martedì 25 Gennaio 2022 di Enrico FILOTICO

Tra i servizi più cari in città, a Bari, si registra il taglio di capelli per le donne, in media valutato 10 euro in più rispetto a quello per gli uomini. Secondo l'elaborazione Codacons su dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico in riferimento all'ultimo trimestre del 2021, un parrucchiere da donna chiede in media per prestazione 26,48 euro. Numeri che battono per distacco le altre grandi città del paese, a Milano è calcolato che in media si spende circa 23 euro. Molto meno a Napoli, solo 11 euro mentre a Trieste si avvicinano ai nostri prezzi con 25,90 euro di media.

Gennaro De Feo, titolare del noto parrucchiere in via Giulio Petroni, sulle colonne del nostro giornale ha spiegato quali sono le ragioni per cui i prezzi sono apparentemente così alti.
Siete stati costretti ad aumentare i prezzi in questo periodo?
«Noi il taglio non lo abbiamo aumentato, siamo fermi allo stesso prezzo da cinque anni abbondanti ormai. Sono cresciute altre spese, come il colore o la piega».
A causa dell'aumento di utenze e materiali?
«Per fare una piega abbiamo dei phon accesi per molto tempo e consumiamo più luce. Per questo abbiamo potuto non alzare il taglio che rimane un gesto manuale, non ha bisogno di energia elettrica. Spero che anche i colleghi non abbiano aumentato su questo».
I dati dicono che è la città in Italia dove si spende di più, lei ha percepito questa differenza rispetto ad altre città?
«Io non penso sia vero, sinceramente. Ho molti colleghi al nord che non hanno i tagli ai nostri prezzi, in alcuni casi sono quasi raddoppiati».
Come matura la media di 26 euro?
«Immaginiamo di fare una piega e un taglio. Se a questa cifra sottraiamo il costo della manodopera, il costo delle utenze, il costo di tutte le tasse che paghiamo si capisce che quello che rimane è poco. Se una signora viene per aggiustare il taglio, da 11 euro arrivo ad incassarne massimo tre».
Secondo lei ci sono prezzi più competitivi perché è un settore colpito dal lavoro in nero?
«Lo è, ci sono ragazzi che magari escono dalle scuole di settore e iniziano a tagliare i capelli a casa. Soldi puliti. Noi siamo costretti a dover fronteggiare spese sempre più importanti mettendoci anche una professionalità diversa, maturata negli anni. Arricchita da servizi. È impossibile competere sullo stesso mercato. Noi con le ragazze che abbiamo in negozio proviamo ad investire sulla formazione, facciamo dei corsi anche molto costosi per mantenere sempre alto il livello di aggiornamento».
Le nuove direttive sul super green pass hanno limitato la clientela?
«Nel mio caso no, le mie clienti sono tutte vaccinate. Spesso sono proprio loro a chiedermi conferma che all'interno ci sia solo gente vaccinata, preferiscono. Ovviamente abbiamo perso anche un paio di clienti, avevano deciso di non vaccinarsi e hanno preferito andare da un'altra parte. Queste sono le regole oggi, preferisco così per la serenità di tutti nel salone».

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Ultimo aggiornamento: 12:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA