Riqualificazione a Bari, iniziati i lavori per la fogna bianca al San Paolo: «Stop agli allagamenti»

Il cantiere dovrebbe chiudere a fine 2024

Riqualificazione a Bari, iniziati i lavori per la fogna bianca al San Paolo: «Stop agli allagamenti»
di Elga MONTANI
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Venerdì 3 Febbraio 2023, 05:00

Il quartiere San Paolo di Bari avrà finalmente un nuovo impianto di fogna bianca. Ieri mattina è partito ufficialmente il cantiere da cinque milioni di euro, che dovrebbe migliorare di molto la situazione per le vie della zona in caso di pioggia

Il cantiere per la fogna bianca è stato finanziato grazie a fondi regionali, attraverso due contratti attuativi: uno da 2 milioni e 900mila euro e uno da 2 milioni e 100mila euro. Il primo contratto attuativo prevede la realizzazione di una vasca interrata per il trattamento di filtratura disabbiatura e disoleatura delle acque meteoriche, che interviene prima che le stesse vengano riversate nel canale Picone, in viale Europa, nei pressi dell’istituto Majorana. Verrà poi realizzato il tratto di raccordo fognario, che consentirà il passaggio delle acque dalla vasca al canale. In seguito, si procederà con la posa del tronco di fogna, che collega la vasca a viale Europa e viale delle Regioni. Al termine, saranno posizionati tutti i pozzetti e le caditoie lungo le strade interessate dal cantiere, nonché raccordati i successivi tronchi secondari di fogna bianca che verranno realizzati sulla viabilità interna nell’ambito dei lavori del “Piano Periferie” del San Paolo. 

Il cantiere

In sintesi, verrà realizzato un collettore principale di fogna bianca che partirà dalla confluenza nel canalone Balice, in prossimità della caserma della Guardia di Finanza in viale Europa, per arrivare in viale delle Regioni. A tale nuovo collettore fognario saranno collegati, in particolare su viale delle Regioni, sia la fogna prevista in corrispondenza di via Caposcardicchio sia tutta la rete fognaria delle strade secondarie interessate preso dal “Piano periferie”. Obiettivo è portare a termine i lavori entro la fine del 2024. Un intervento atteso dal quartiere e dai suoi abitanti, stanchi che in caso di pioggia abbondante soprattutto viale delle Regioni, ma non solo, finisca per trasformarsi in un vero e proprio fiume.

L’assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso, definisce tale intervento: «Un lavoro imponente particolarmente atteso dai residenti, il cui progetto è stato redatto assieme al programma di interventi finanziato dal Piano periferie». «Cercheremo di creare meno disagi possibili alla vita dei residenti e, in generale, alla viabilità del quartiere – aggiunge l’assessore -: pertanto, dove lo spazio lo consentirà, la ditta esecutrice lavorerà negli spazi comunali incolti adiacenti alla strada e, dopo aver seguito il tragitto lungo viale Europa, si sposterà in alcune zone del parco Giovanni Paolo II non interessate da piantumazioni per proseguire lungo viale delle Regioni fino a via Caposcardicchio». 

Un intervento complesso

«Sarà un intervento complesso – prosegue Galasso -, specie nel tratto lungo viale delle Regioni dove insistono molti sottoservizi di diversa tipologia. In ogni caso possiamo finalmente affermare che, una volta terminati i lavori, il quartiere non vivrà più i disagi legati agli allagamenti». «Siamo molto soddisfatti – conclude - perché quest’opera, assieme alla realizzazione della rotatoria di Caposcardicchio e alla creazione di nuovi spazi pubblici nell’ambito del “Piano Periferie” che avvieremo nei prossimi mesi, costituisce una risposta concreta alle legittime richieste dei residenti e ai problemi avvertiti maggiormente negli ultimi anni». «Oggi (ieri, ndr), non è un giorno qualunque per il quartiere San Paolo – commenta il presidente del Municipio III, Nicola Schingaro -. Finalmente, sono partiti i lavori per la realizzazione della fogna bianca. Si tratta di un’opera imponente. Ed è facile immaginarlo per i residenti di un quartiere che dinanzi a piogge particolarmente insistenti ed abbondanti, ha dovuto fare i conti con allagamenti incredibili». «Questo intervento porterà finalmente alla risoluzione di un problema atavicamente intrecciato con la storia del quartiere», conclude Schingaro.

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