Ciliegie, parte la raccolta: meno quantità ma la qualità è ottima

Lunedì 16 Maggio 2022 di Domenico DICARLO

Con le primizie come la Bigarreau pronte ad arrivare sulle tavole dei consumatori, al via la raccolta delle ciliegie in Puglia dimezzata nelle quantità ma importante per qualità, dove per la prima volta è stato presentato il Ganaspis Brasiliensis, l’insetto antagonista alleato nella lotta biologica contro il moscerino Drosophila suzukii che colpisce le ciliegie in maturazione. Ieri mattina, l’avvio ufficiale della campagna cerasicola è stato dato a Conversano, una delle città più importanti dal punto di vista della raccolta, ed esattamente in Contrada Morello.

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La raccolta

Rispetto allo scorso anno, c’è meno quantità ma decisamente migliore qualità, dunque, come spiega il presidente della Coldiretti Conversano Benny Nardelli: «La qualità delle ciliegie è ottima ed il calibro consistente. La produzione di Bigarreau e Georgia segna una diminuzione del 55% di frutti sugli alberi rispetto allo scorso anno, a causa degli effetti della gelata che si sono fatti sentire sulle varietà precoci, mentre per la Ferrovia andrà decisamente meglio», ha spiegato ancora Nardelli. La Puglia è la maggior produttrice di ciliegie in Italia, detiene con le sue quasi 32.000 tonnellate il 35% della produzione Made in Italy che risulta concentrata nella provincia di Bari, che da sola rappresenta il 96,4% della produzione regionale. Conversano, Turi, Sammichele sono tra le città maggiormente interessate dalla raccolta. 
A Turi, per esempio, tra qualche settimana torna la Festa della Ciliegia, interrotta da un paio di anni a causa della pandemia. In questi giorni sono in corso vari incontri per organizzare la festa anche a Conversano: in passato, ovviamente, si evitavano le sovrapposizioni e si tenevano a distanza di una settimana l’una dall’altra. Ma la raccolta della ciliegia è un’importante occasione di lavoro per tanta gente, compresi tanti ragazzi che si finanziano gli studi lavorando in questo periodo.

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Non solo: in Puglia è calcolato che il giro d’affari vale circa 22 milioni di euro l’anno. Secondo la Coldiretti, è necessario ricostruire una vera e propria filiera che sia in grado di valorizzare il prodotto anche attraverso una caratterizzazione territoriale della produzione, con la creazione di un marchio che valorizzi le caratteristiche organolettiche della ciliegia e le capacità di produzione da parte degli operatori del settore, un marchio come la Igp che possa essere riconosciuta dal consumatore, per rendere competitiva una coltura tradizionale e tipica della Puglia.
La produzione di ciliegie è destinata esclusivamente al consumo fresco, e per questa ragione devono essere mantenute integre le pezzature, particolarmente consistenti per la ciliegia Ferrovia, la compattezza ed il sapore, attività che richiedono un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabili, per cui la mano dell’uomo non può essere sostituita dalle macchine. «Le ciliegie – spiega la Coldiretti Puglia- sono uno dei frutti più amati e con meno calorie e contengono vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B. Sono inoltre una fonte da non sottovalutare di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo. Presentano, inoltre, oligoelementi importanti, con particolare riferimento a rame, zinco, manganese e cobalto. Le ciliegie contengono melatonina naturale, una sostanza che favorisce il sonno – spiega ancora la Coldiretti Puglia - e sono una fonte di antiossidanti, che aiutano il nostro organismo a contrastare l’invecchiamento provocato dai radicali liberi». Insomma, l’oro rosso torna sulle nostre tavole praticamente da subito. Non mancano, ad ogni modo, le problematiche per i produttori: la differenza di prezzo tra chi lavora il prodotto e il consumatore finale è enorme, ma si fa fatica anche a trovare manodopera specializzata e, dulcis in fundo ma non troppo, l’insetto killer proveniente dal Giappone che mette a rischio le ciliegie stesse. 
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Ultimo aggiornamento: 21:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA