Stalking e violenza per il dress code: prosciolto il giudice Bellomo

Francesco Bellomo
Francesco Bellomo
di Roberta GRASSI
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Martedì 27 Settembre 2022, 16:50 - Ultimo aggiornamento: 20:44

Si chiude con il proscioglimento dalle accuse di stalking e di violenza privata l'udienza preliminare celebrata a Bergamo (dopo il trasferimento degli atti da Bari) nei confronti dell'ex consigliere di Stato, Francesco Bellomo

La vicenda

La vicenda è quella nota del dress code imposto ad alcune corsiste (minigonne e tacchi a spillo) per cui Bellomo era finito sotto inchiesta a Bari ed era stato inizialmente arrestato, poi destinatario di una misura interdittiva che gli ha impedito l'attività di insegnamento per un anno. Il giudice, attualmente destituito sulla base di un procedimento disciplinare che è stato però impugnato, ha affrontato l'udienza preliminare a Bergamo dopo che i suoi legali Beniamino Migliucci e Gianluca D'Oria, hanno sollevato una questione di competenza territoriale. 

Il proscioglimento 

Per tre dei quattro capi di imputazione è stato deciso dal gup Vito Di Vita il proscioglimento con la formula perché il fatto non sussiste. Per il quarto, la vicenda contestata è stata riqualificata in tentata violenza privata e gli atti trasmessi alla procura di Massa Carrara, sempre per competenza territoriale. Nel corso dell'ultima udienza, prima della sentenza, Bellomo ha parlato per quattro ore, rispondendo a tutte le domande di accusa, difesa e del gup. E ha fornito spiegazioni accurate. 

I fatti 

I fatti contestati risalivano a un periodo compreso tra il 2014 e il 2018. Condotte commesse, secondo l'accusa, in danno di quattro corsiste (due delle quali hanno poi superato il concorso in magistratura) che frequentavano la sua scuola di formazione `Diritto e Scienza´. Si sosteneva che Bellomo avesse  imposto dress code, prove di addestramento arrivando a controllarne i profili Facebook.

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