Il Dalai Lama (che Francesco non vuole incontrare): «Il riscaldamento terrestre tra 10 anni seccherà i fiumi»

Mercoledì 7 Aprile 2021 di Franca Giansoldati
Il Dalai Lama (che Francesco non vuole incontrare): «Il riscaldamento terrestre tra 10 anni seccherà i fiumi»

Roma - Collegato dalla città indiana di Dharamsala, dove è esiliato da quando la Cina ha invaso il Tibet, il Dalai Lama attraverso Zoom e Facebook  ha diffuso al mondo un messaggio di grande preoccupazione per il futuro del pianeta. Al centro della sua riflessione c'è il riscaldamento terrestre che va troppo veloce con conseguenze imprevedibili. «É difficile dire come saranno lo sviluppo e la direzione del buddhismo nella società mondana dei prossimi 50 anni. Tanto per cominciare il riscaldamento globale continua ad aumentare e questo è un grave problema. Conosco scienziati che mi hanno detto che in una decina di anni il riscaldamento globale diventerà insostenibile e tanti corsi d’acqua saranno prosciugati. Se questo accadrà anche gli esseri viventi dove sta avvenendo il riscaldamento globale scompariranno. Se non ci saranno più esseri umani sul pianeta è inutile parlare di Dharma» ha detto il venerabile Dalai Lama che da decenni è seriamente impegnato a contrastare la distruzione del pianeta ben prima della enciclica verde Laudato Sì, promulgata da Papa Francesco nel 2015.

Hans Kung, il teologo più letto al mondo assieme a Ratzinger, non credeva nella infallibilità papale

 

Un impegno che svolge metodicamente con conferenze e insegnamenti in tutto il mondo, anche se Papa Francesco si è sempre rifiutato di incontrarlo personalmente (al contrario dei suoi predecessori) per non dare dispiacere alla Cina e al governo di Pechino che considera il Tibet una sua provincia e sta portando avanti una politica di forte controllo, oppressione e persecuzione strisciante nei confronti dei buddisti. 

Il Dalai Lama nella conferenza di stamattina ha fatto anche riferimento al fatto che in occidente al momento non c'è una tradizione che faccia riferimento alla scienza della mente, anche se ora gli scienziati «iniziano a riconoscere l’importanza della pace mentale e della felicità mentale. Per generare una mente pacifica bisogna eliminare le emozioni distruttive che occupano la nostra mente. Nessuna religione parla di questo in modo così profondo come il Buddhismo». 

Qualche tempo fa il Dalai Lama si era appellato ai leader mondiali per intraprendere azioni urgenti contro il cambiamento climatico, avvertendo che la distruzione ecologica colpisce la vita di miliardi di persone e distrugge il pianeta, compreso il suo paese natale, il Tibet.

Ha anche pubblicato un libro in cui dichiara che se Buddha tornasse di nuovo in questo mondo, non avrebbe dubbi: «sarebbe green». Nel suo volume ha avvertito che il riscaldamento globale può raggiungere un livello tale che i fiumi si asciugheranno e che alla fine persino il Tibet diventerà come l'Afghanistan, con conseguenze terribili per almeno un miliardo di persone che dipendono dall'acqua dell'altopiano più alto del mondo.

Il Dalai Lama premio nobel per la pace è considerato dai suoi seguaci come la manifestazione terrena di un illuminato che ha scelto la rinascita per aiutare a liberare tutti gli esseri viventi dalla sofferenza attraverso la compassione.

Lhamo Thondup, come è stato chiamato alla sua nascita, è stato scoperto come l'ultima incarnazione del Dalai Lama quando aveva solo due anni. In questo periodo di pandemia usa Zoom per comunicare con le persone in tutto il mondo, non potendo viaggiare o invitare visitatori a causa della pandemia.

 

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Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA