Una parete di coralli di 100mila anni fa. Gli esperti: «Un caso unico al mondo». Ecco dove si trova

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Nicola SAMMALI
Tra le peculiarità del Mar Piccolo di Taranto ce n'è una che ha carattere straordinario. È una parete di coralli che risale forse a 100mila anni fa, visibile in zona Punta Penna, ed è l'unica traccia al mondo dell'era geologica chiamata “Tirreniano”.

A parlarne, a margine dell'evento dedicato alla citizen science, è stata la ricercatrice Paola Fago dell'Università di Bari, che ha illustrato le caratteristiche geologiche e geomorfologiche del Mar Piccolo, la sua evoluzione negli ultimi 20mila anni. Quello che riporta è sensazionale. La Fago ha introdotto e approfondito il progetto Geositi Puglia, la mappa online in cui il Mar Piccolo è inserito (geositipuglia.eu).

Gli studiosi, ha spiegato Fago, hanno realizzato una serie di indagini, alcune di tipo diretto, «carotaggi», e altre di tipo indiretto, «geofisiche». Ricostruendo l'origine del Mar Piccolo e definendo un «piano stratigrafico rappresentativo di una determinata era geologica, il Tirreniano, presente solo a Taranto». Per questo, ha rivelato Fago, «è in atto un processo di modifica del nome da Tirreniano a Tarantiano».

Testimonianza del Tirreniano è la «falesia di Punta Penna, che è una parete di coralli che rappresentano una fase di mare caldo, tropicale, ed è al momento l'unico punto a livello internazionale in cui questa associazione è ben conservata». È stato quindi inserito nel «catasto» dei geositi che si può consultare sul web, con note approfondite e dati scientifici. «È un monumento naturale - aggiunge Fago - visto l'importanza che ha». La parete è alta circa cinque metri sulla linea di riva, è ricoperta da rami di corallo, «è una piccola insenatura» e richiama diversi studiosi. «Noi l'abbiamo censita e caratterizzata, e adesso dobbiamo preservarla». Il corallo, però, ha perso il suo colore caratteristico. «La fauna che è all'interno della falesia la troviamo nelle zone calde del pianeta».

Il Mar Piccolo racchiude tanti altri punti di interesse geologico, tutti mappati e impreziositi da schede tecniche. All'importanza scientifica di tale sito - si legge sul sito geositipuglia - si abbina anche una valenza naturalistico-paesaggistica dovuta alla presenza di macchia mediterranea nell'area sovrastante la falesia, oltre alla presenza alla base della stessa di una piccola spiaggia, elementi che forniscono ospitalità a diversi esemplari di avifauna marina». Che possa trasformarsi anche in una meta turistica è un aspetto che non è stato ancora portato al tavolo di discussione, anche se l'urgenza è quella di preservare il sito per la particolarità che identifica. Il sito di «Punta Penne - è scritto sulle indicazioni grafiche della mappa - è ubicato in corrispondenza della punta, rivolta verso sud, del promontorio che separa i due seni del Mar Piccolo di Taranto. La successione stratigrafica affiora lungo una falesia e mostra al piede depositi argillosi appartenenti alla formazione delle Argille subappennine di età pleistocenica; in contatto trasgressivo si rinvengono i depositi di un terrazzo marino, di età tirreniana». © RIPRODUZIONE RISERVATA