Haters scatenati contro la sposa-supplente. La scuola rimuove la foto

Haters scatenati contro la sposa-supplente. La scuola rimuove la foto
di Massimiliano MARTUCCI
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Giovedì 9 Settembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 15:15

La foto della supplente di matematica che firma il contratto di un anno in abito da sposa è stata tolta dalla pagina ufficiale della scuola Majorana di Martina Franca.

La decisione

«Vista l’inaspettata diffusione di un post con una nostra collega che firma un contratto annuale in abito da sposa, letti tanti commenti che nascono da valutazioni diverse rispetto a quelle a cui la fotografia voleva rimandare nelle intenzioni, considerate le richieste dei media di saperne di più in merito (quando c’è poco da sapere oltre a quello che la fotografia esprime), si ritiene opportuno eliminare la foto, in accordo con la sua protagonista. Il desiderio era solo quello di partecipare e celebrare un momento di gioia e realizzazione personale di una collega. Per quanti si pongono interrogativi e fanno commenti non condividendo o apprezzando lo spirito che ha indotto alla pubblicazione, le risposte vanno cercate altrove, ossia nella normativa di settore che disciplina aspetti puramente tecnici come la modalità in cui deve avvenire una presa di servizio in esito ad una nomina annuale, quando si può e quando non si può chiederne il differimento, la necessità di comunicare per iscritto e in modo formale la presenza di motivi che impediscono la presa di servizio, pur non sussistendo i motivi del differimento».

Gli attacchi


In parole povere, quella che era una immagine di doppia felicità, si è trasformata in una sorta di stura di polemiche e commenti che la scuola ha preferito tagliare alla radice. Il problema, secondo quanto si legge e si comprende dal post, è che in molti non hanno capito come mai fosse necessario firmare quel contratto proprio quel giorno e non, magari, tramite una firma digitale, o il giorno dopo. 
Il motivo è presto spiegato: la legge non lo permette. La nomina è stata fatta dal provveditorato il 5 settembre, e la firma è stata fatta il primo giorno lavorativo disponibile. La docente, Carmela Santoro, ha dovuto presentarsi a scuola in abito da sposa, prima di andare invece a firmare un contratto a tempo indeterminato. 
Una bellissima e straordinaria foto, che a prima vista mette in scena la felicità, ma che poi, a ben guardare, fa emergere vecchie questioni relative all’eterna precarietà dei docenti. 
C’è infatti un’altra prospettiva da cui guardare la vicenda della foto: la precarietà lavorativa costringe a ritagliarsi il tempo anche il giorno del proprio matrimonio.  È evidente che la docente non poteva scegliere di rimandare, ma, come si legge su Orizzonte Scuola, «al massimo la docente avrebbe potuto posticipare per un documentato motivo (non delegare), ma decorrenza economica sarebbe slittata alla presa di servizio effettiva». 
Una stortura del sistema, che non riguarda quella scuola in particolare, che rappresenta plasticamente quanto denunciato dai sindacati nei giorni scorsi. Quella che rimane, però, è una bellissima foto, e sarebbe opportuno avere la capapcità di ritornare a riconoscere quel poco di bello che c’è nel grigio della quotidianità senza farsi avvolgere e condizionare dall’idiozia che deborda inarrestabile dai social. 

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