Lo scrittore Carrisi accusa il Comune: «Dovevo presentare il film, ma sono stato censurato a casa mia»

Mercoledì 5 Agosto 2020 di Eugenio CALIANDRO
«Una storia che mai avrei voluto raccontare ma che, purtroppo, va raccontata. Lo farò senza commentarla, così che poi ognuno possa trarre le sue conclusioni». Che Donato Carrisi, in questi anni di brillantissima carriera come autore di best seller abbia sempre appassionato e incuriosito milioni di lettori in tutto il mondo con gli incipit dei suoi libri, non è certamente una novità, ma di sicuro, l’incipit di questa, ultima storia raccontata ai rappresentanti della stampa locale, in una calda e ventosa mattinata di agosto nella sua Martina Franca, lascia davvero spiazzati. Una conferenza stampa convocata in fretta, a poche ore dalla sua partecipazione, come ospite d’onore, la sera precedente, ad una nuova rassegna cinematografica inaugurata, nella cornice del restaurato Cinema Teatro Verdi, proprio con l’Uomo del Labirinto, ultimo successo cinematografico del Carrisi autore e regista. Stessa cornice, non a caso, quella scelta per l’incontro con i giornalisti, l’elegante bar bistrot “Cotidiano” del Politeama Verdi.

«Non avrei mai voluto riunirvi qui per dirvi quello che sto per dire, ma credo sia necessario. Quindici giorni fa - racconta - il direttore del teatro Verdi, il dottor Giulio Dilonardo, mi ha telefonato chiedendomi se volessi fare da padrino ad una nuova rassegna cinematografica, da organizzare in uno spazio all’aperto, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, al di fuori del cinema, pur essendo collegata al Verdi, e da inaugurare con una serata dedicata proprio al mio ultimo film, coinvolgendo magari alcuni attori del cast, a partire da Toni Servillo. Io, ovviamente, ho accettato con grande entusiasmo per poi apprendere, qualche giorno dopo, sempre dalla voce del dottor Dilonardo, che non se ne faceva più nulla perché alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale, avevano posto un veto sulla mia persona. Una dichiarazione che mi ha ovviamente sorpreso e reso incredulo. Un veto - specifica lo scrittore martinese - posto dall’assessore al Turismo, Gianfranco Palmisano e dal capo di gabinetto della segreteria del Sindaco a causa di alcuni atteggiamenti critici da me assunti nel recente passato proprio nei confronti dell’amministrazione. Un episodio che mi ha fortemente amareggiato perché, nonostante le mie esternazioni critiche, espresse da libero cittadino e, soprattutto da martinese innamorato della sua città, mantengo immutata la stima nei confronti di molti componenti di questa Amministrazione. Ho subito informato di quanto accaduto sia l’assessore Scialpi che l’assessore Lasorsa che si sono detti all’oscuro di tutto, e non ho motivo per dubitarne, ma certo, ritengo che questo sia davvero un fatto gravissimo, perché accade nella mia città, accade a casa mia e non sentirsi accettati a casa propria è davvero mortificante. Ho voluto chiarire con l’assessore Palmisano - aggiunge Carrisi - il quale mi ha detto che si è trattato di un equivoco e che il suo veto era in realtà solo una battuta ironica. In questi giorni non è accaduto nulla e la rassegna è poi stata comunque organizzata nella cornice del Verdi ma senza il logo del Comune. Mi sarei aspettato una reazione da parte dell’amministrazione, un moto d’orgoglio, invece niente».

Carrisi, al cospetto dei giornalisti, prosegue il suo sfogo. «In tutti questi anni non mi è mai successa una cosa del genere in giro per il mondo, non ho mai subito censure di alcun tipo, ed è agghiacciante, ripeto, che tutto questo, per la prima volta, avvenga proprio qui a casa mia». © RIPRODUZIONE RISERVATA