Il Lecce perde partita e primo posto. Il Cittadella si conferma bestia nera. Lucioni: "Ora testa al Monza"

Fabio Lucioni, capitano del Lecce
Fabio Lucioni, capitano del Lecce
di Lino DE LORENZIS
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Giovedì 24 Febbraio 2022, 05:00

Il Cittadella si conferma la bestia nera del Lecce. È fallito anche il quarto tentativo della squadra giallorossa di conquistare la prima storica vittoria contro i granata davanti al pubblico del Via del Mare. Ora il bilancio del confronto in terra salentina tra i due club è di tre vittorie del Cittadella e un pareggio. 
Ieri sera i granata l’hanno spuntata al termine di una partita fortemente condizionata dai gravi errori individuali commessi dai ragazzi di Marco Baroni. Basta dire che gli ospiti hanno trovato la rete del vantaggio dopo appena 29 secondi dal fischio d’inizio grazie all’ex romanista Antonucci, bravo ad approfittare della disattenzione di Hjulmand, sorpreso alle spalle, e dell’uscita avventata dalla linea difensiva di capitan Lucioni, che gli ha spianato la strada verso la porta di Gabriel, freddato con un tiro angolato. È stato come iniziare una partita con un gol di vantaggio per gli avversari. Una gara cominciata subito in salita dunque e nella quale il Lecce ha trasformato il forte desiderio di rimonta in nervosismo, a tratti davvero eccessivo.

Palla sulla traversa

La reazione, per carità, c’è stata ed è stata pure importante: Strefezza ha colpito la traversa con una delle sue solite conclusioni da fuori area dopodiché Majer ha scelto il tempo sbagliato per staccare e colpire il pallone di testa sul cross invitante di Gallo. Gli ospiti non sono rimasti a guardare e grazie alla costante pressione esercitata sulle prime due linee leccesi hanno costruito un paio di situazioni davvero interessanti per andare sul 2-0. Obiettivo comunque raggiunto a metà del secondo tempo con la collaborazione di Alessandro Tuia, artefice del secondo grave errore individuale della serata. Il difensore romano si è incartato nel cerchio di centrocampo lasciandosi soffiare il pallone da Tounkara, abile a resistere al ritorno di Lucioni e ad insaccare alla destra dell’incolpevole Gabriel. 
Sotto di due reti il Lecce ha reagito più che altro di nervi e solo nel finale ha accorciato le distanze con un guizzo del solito Coda, innescato da Hjulmand. Lo stesso centravanti di Cava de’ Tirreni ha sfiorato il raddoppio all’alba del recupero, trovando però sulla sua strada un Kastrati in serata di grazia, dopodiché è toccato a Ragusa spedire sui gradoni della Sud l’assist al bacio di Strefezza.

Al di là dei meriti del Cittadella, ieri sera il Lecce si è fatto male da solo. Alcuni elementi hanno confermato di non attraversare un momento felice, probabilmente a causa del grande sforzo psico-fisico compiuto nella prima parte della stagione. Ma c’è di più: da un po’ di tempo a questa parte, il Lecce subisce sempre un gol nei primi quindici minuti del match e spesso va subito in svantaggio. Un problema di approccio alla gara che deve essere affrontato e corretto in fretta per non condizionare anche le prossime partite nelle quali Lucioni e compagni si giocheranno le proprie chance di promozione diretta. La lotta per accaparrarsi una delle prime due posizioni della classifica si conferma difficile e complicata per tutte le protagoniste e già domenica prossima i giallorossi avranno l’occasione del riscatto sul campo del Monza di Berlusconi e Galliani.

Lucioni: "A Monza per invertire il risultato"

Nella serata più amara, tocca al capitano l’ingrato, difficile compito di spiegare il perché. E Fabio Lucioni lo fa da leader autentico, facendosi carico dei riflessi emotivi della serataccia in quella che doveva essere la partita dei sogni, ancora lassù, in vetta, dove adesso c’è il Brescia. «Ho visto il dispiacere di tutti i miei compagni nei loro occhi», dice. E ammette con onestà «C’è stata poca lucidità nell’interpretazione della partita. Basiamo la nostra azione offensiva sul possesso palla per cercare di spostare gli avversari e andare in verticale. Il Cittadella ha fatto pesare la sua pressione e non siano stati bravi a livello tecnico per metterli in difficoltà. Nonostante tutto le occasioni per ribaltare il risultato non sono mancate».
«Ci siamo fatti sorprendere pronti, via, ci siamo innervositi perché non ci riuscivano bene le giocate alle quali siamo abituati». La svolta, subito, dopo il fischio del via. Con l’avversario che approfitta della fase di assestamento in maniera cinica, il gol dopo trenta secondi e la difesa colta di sorpresa. C’era il capitano in quell’azione. «A livello di distanze siamo stati un po’ larghi. In quelle occasioni tendi ad allargare magari e coprire la profondità, nello spazio di mezzo è stato bravo l’avversario ad inserirsi e capitalizzare in rete. Magari avrei potuto tentare un fallo, Ma ho pensato che un giallo già all’inizio della partita potesse essere un rischio contro una squadra così aggressiva. Nel finale abbiamo provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma non ce l’abbiamo fatta».
E il capitano guarda già al domani. «Dobbiamo accantonare immediatamente questa partita e pensare a invertire la rotta già domenica a Monza. Noi, dal punto di vista delle prestazioni abbiamo sempre cercato di imporre il nostro gioco. Il girone di ritorno è un altro campionato, aspettano tutti di battere il Lecce. Ci siamo cucita questa etichetta ed è giusto portarla avanti con testa alta e spalle larghe, ora saranno tutte finali». La fiducia, il morale, dopo una sconfitta del genere? «È nella certezza che ci siamo creata in questi mesi svolgendo un lavoro eccezionale. Conta il livello mentale, dobbiamo fare tesoro di questa gara, dobbiamo farci trovare pronti livello mentale e invertire il risultato già domenica».

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