Verona-Cagliari 2-1 Doppietta di Di Carmine, Simeone non basta. Juric stende Zenga

Sabato 20 Giugno 2020

Per una buona mezzora il Verona, prossimo a insidiare il ticket europeo del Napoli, gioca come se il lockdown non fosse esistito. Si riconnette alla corsa frenetica, asfissiante, che fino a marzo l’aveva spinto fin su nei quartieri alti, anche sull’onda di scalpi eccellenti come quello della Juventus. Poi il rosso a Borini, previa Var (era la mezzora) e la musica s’interrompe. Gol di Simeone e duello in parte riaperto, almeno fino all’altra espulsione, sponda avversaria, di Cigarini (dopo un’ora). Il duello del Bentegodi è specchio di due moti diversi. Quello ondoso del Cagliari, che dopo Maran archivia il debutto in chiaroscuro di Zenga: squadra un po’ troppo schiacciata, pochi riferimenti davanti, qualcosa di meglio nella ripresa con Birsa per Pereiro, comunque patite parecchio le assenze di Nainggolan e bomber Joao Pedro (16 reti). Quello al contrario calmo, continuo dell’Hellas, che spesso pare una macchina scalfibile soltanto dalle contingenze, come nel caso specifico l’inferiorità numerica tra fine primo tempo e inizio del secondo. Migliore in campo Amrabat, uno stantuffo. Lato Cagliari, Simeone per la zampata (settima stagionale) su uno dei pochi palloni buoni capitatigli. In classifica, grazie alla doppietta di Di Carmine, il Verona si fa vedere nello specchietto retrovisore del Napoli: quelli di Gattuso a 39, gli scaligeri a 38, dunque un solo punto dall’Europa e martedì c’è lo scontro diretto, in riva all’Adige. I sardi, invece, restano a quota 32: sette punti di vantaggio sulla terzultima, un cuscinetto non esattamente morbido. .

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Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 00:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA