Al Petruzzelli c'è un'icona mondiale del balletto: Eleonora Abbagnato con “4 stagioni – Va’ dove il cuore ti porta”

Domenica 21 Novembre 2021 di Eraldo MARTUCCI

Se c’è un musicista la cui enorme popolarità è strettamente legata ad una sola composizione, ebbene quello è Antonio Vivaldi, le cui “Quattro stagioni” ancora oggi fanno il giro del mondo e toccano vertici da record nel mercato discografico. E anche questo capolavoro, contenuto nella raccolta “Il cimento dell’armonia e dell’invenzione”, insieme a musiche di Domenico Scarlatti, è al centro del balletto “4 stagioni – Va’ dove il cuore ti porta”, che segna il ritorno al Petruzzelli  di Bari di Eleonora Abbagnato, icona della danza italiana nel mondo. L’appuntamento è oggi alle 18, con repliche domani e martedì alle 20.30.


Lo spettacolo di teatro danza - scritto e diretto da Giuliano Peparini, prodotto da Daniele Cipriani Entertainment, con l’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, - racconta con grande intensità le stagioni della coppia e attraversa il ciclo di sentimenti che fioriscono e appassiscono in ogni rapporto: corteggiamento, passione, noia, indifferenza.

 

Un'icona mondiale


Fino a pochi mesi fa Étoile dell’Opéra de Paris, attualmente direttrice del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, apprezzata per la sua vigorosa tecnica e forza interpretativa, Eleonora Abbagnato (che indosserà abiti firmati Dior dalla salentina Maria Grazia Chiuri) danzerà con Michele Satriano, recentemente nominato primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma, raccontando le naturali “stagioni” della coppia.
«Dai primi sguardi che si incrociano con pudore (la Primavera) – si legge nelle note - ai fuochi della passione (l’Estate) e al loro progressivo spegnimento (l’Autunno), fino ad arrivare al gelo della noia (l’Inverno). La stagione invernale, però, vista come potenziale preludio ad una rifioritura ed un rinnovarsi dei sentimenti, sotto il sole interiore di maggiori maturità e consapevolezza».

 

Un corpo di ballo da 18 elementi


Si tratta di un lavoro che il regista e coreografo Peparini non esita a definire «una celebrazione dell’amore in tutte le sue varianti e sfaccettature». Se la natura aveva ispirato il compositore veneziano che ne celebrò le sue stagioni in musica, anche Peparini vede un parallelismo tra la ciclicità delle stagioni e quella dell’amore: «stagioni che nascono e muoiono… per poi rinascere. All’infinito. La coppia può sopravvivere ai temporali e ai freddi invernali dei loro sentimenti? Ognuno scriverà la sua risposta nel libro della propria vita».
Intorno alla coppia principale ci sarà un corpo di ballo di diciotto elementi molto eclettico formato da ballerini classici, acrobati, perfino breakers; ed ai movimenti di uno di questi ultimi vengono affidati i testi che, con la voce di Alessandro Preziosi, raccontano lo spettacolo. Un mix di stili assolutamente originale che Peparini, forte di esperienze televisive in tal senso, fa danzare ottemperando al distanziamento sociale che era richiesto ai tempi in cui fu creato (anche so ora con le diverse condizioni il distanziamento e l’uso delle mascherine sono ridotti rispetto al debutto). «I corpi possono raccontare molto anche da soli – spiega Peparini - ne è nato un balletto contemporaneo nel senso letterale del termine: ovvero calato nella nostra nuova contemporaneità, in una condizione che ci stiamo abituando a considerare normale».

Ultimo aggiornamento: 02:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA