Covid, un gene raddoppia le possibilità di avere il Covid in forma grave: è in un europeo su dieci

Venerdì 14 Gennaio 2022 di Michela Allegri
Covid, un gene favorisce le forme gravi della malattia: è in un europeo su dieci

Una nuova scoperta che potrebbe rivoluzionare la battaglia contro il Covid-19 arriva dalla Polonia: è stato scoperto un gene che sembra raddoppiare il rischio di sviluppare forme gravi di malattia, in caso di infezione. Questo dato potrebbe aiutare i medici a identificare le persone più a rischio e a studiare cure personalizzate e vaccini mirati. Nel breve periodo, la scoperta potrebbe dare un nuovo impulso anche alla campagna vaccinale: chi ha ancora timore a sottoporsi all’immunizzazione, tramite un test potrebbe scoprire di essere un soggetto ad alto rischio e, quindi, potrebbe superare lo scetticismo. Un risultato che terrebbe lontano dagli ospedali le persone che, in caso di contagio, hanno più possibilità di finire in terapia intensiva.

«Dopo più di un anno e mezzo di lavoro è stato possibile identificare un gene responsabile di una predisposizione a ammalarsi gravemente - ha affermato il ministro della Salute Adam Niedzielski - Questo significa che in futuro saremo in grado di riuscire a identificare le persone con una predisposizione a soffrire seriamente di Covid».

 

Bollettino Covid, Cts: contrari alla variazione, continuare col report quotidiano

Isolamento e quarantena, le nuove regole: tamponi, green pass, contatti stretti. Le Faq

La scoperta

La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’Università di Medicina di Bialystok. Dallo studio è emerso che, nell’elenco dei fattori di rischio, il gene era al quarto posto dopo età, peso e sesso. Il gene è presente in circa il 14% della popolazione polacca. Nel resto dell’Europa si trova nel 9% degli individui, mentre è presente al 27% nei cittadini dell’India. Lo ha spiegato Marcin Moniuszko, professore responsabile del progetto.

 

 

 

Ci sono anche altri studi sull’importanza dei fattori genetici nello sviluppo della malattia. A novembre, anche gli scienziati britannici hanno affermato di aver identificato un gene che potrebbe essere associato al doppio del rischio di insufficienza polmonare da Covid-19. In luglio, invece, sulla rivista Nature è stato pubblicato uno dei più grandi studi mai eseguiti: sono stati analizzati i dati di quasi 50mila pazienti Covid-19 e sono stati effettuati 2 milioni di controlli su cittadini non infetti. Hanno partecipato alla ricerca oltre 3.500 autori per 61 sotto-studi provenienti da 25 Paesi, che hanno individuato 13 loci, o posizioni nel genoma umano, che sono fortemente associati al rischio di infezione da SARS-CoV-2 o alla gravità della malattia. In agosto, due studi del consorzio internazionale CovidHGE, pubblicati sulla rivista Science Immunology, hanno inoltre dimostrato che all’origine di gran parte delle forme gravi di Covid-19 ci sono predisposizioni di tipo genetico o autoimmune, in grado di spiegare circa 1 decesso ogni 5.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA