Blocco dei licenziamenti e cassa integrazione, Romano (M5s): «Ora mediazione e garanzie per i lavoratori»

Giovedì 27 Maggio 2021

Blocco dei licenziamenti archiviato dal governo. La proroga fino al 28 agosto voluta dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e inserita nel decreto Sostegni bis è sorpassata. La norma, nel testo definitivo del Decreto Sostegni Bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale prevede che da luglio, le aziende di manifattura ed edilizia che usciranno dalla cassa Covid-19, possano licenziare. Per coloro che però accederanno alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria, senza pagare i contributi addizionali fino al 31 dicembre, il blocco licenziamento persisterà per tutta la durata in cui fruiranno dell’ammortizzatore. Una mediazione che è frutto del pressing sull'Esecutivo di parte del governo e degli industriali. Ma è allarme dei sindacati su tutto il territorio nazionale, Puglia compresa. Le segreterie confederali stimano un range a rischio alla fine del blocco dei licenziamenti dal primo luglio che va da 500mila a 2 milioni di posti di lavoro. Secondo il senatore leccese del Movimento 5 Stelle Iunio Valerio Romano, tuttavia, la mediazione è ancora possibile.

Senatore Iunio Valerio Romano, in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto Sostegni Bis. Nella versione definitiva del testo, tuttavia, non c’è più la proroga del blocco dei licenziamenti al 28 agosto che terminerà quindi a fine giugno. Una decisione che sta facendo discutere e rischia di creare tensione tra la stessa maggioranza di governo e le parti sociali. Qual è la sua opinione nel merito?
«Va pianificato un graduale ritorno alla normalità con adeguate tutele per i lavoratori, che sono l'anello più debole della catena. La rimozione del blocco dei licenziamenti deve avvenire con le dovute garanzie di sostegno al reddito e di tenuta occupazionale».

L'articolo 40 prevede che dal 1° luglio le imprese ancora in difficoltà potranno accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria senza pagare i contributi addizionali fino al 31 dicembre. E per chi utilizzerà la cig "gratuita" si allungherà il divieto di licenziamento per tutta la durata in cui fruiranno della cassa integrazione. Una previsione adeguata?
«Sui licenziamenti non è opportuno alimentare contrapposizioni sul piano politico o sociale, se vogliamo davvero agevolare il complesso percorso per traghettare il Paese fuori dalla crisi. La proroga mira a salvaguardare i lavoratori e a scongiurare i licenziamenti di massa, ma anche ad evitare di scaricare il costo della cig interamente sulle aziende. Contemperare esigenze diverse ma altrettanto meritevoli di tutela, nella prospettiva di arrivare nei prossimi mesi a un quadro più chiaro. È in corso di definizione la riforma degli ammortizzatori sociali, che è fondamentale anche per agganciare i percorsi di riqualificazione dei lavoratori e, dunque, sostenere un'eventuale e si spera momentanea fuoriuscita dal mercato del lavoro, prima dell'auspicata ripresa».

Pd e LeU promettono già battaglia in Parlamento con lo strumento degli emendamenti. Quale sarà la linea del M5s, invece?
«Il MoVimento 5 Stelle si impegnerà in Parlamento per migliorare il testo del decreto, cercando di contemperare i contrapposti interessi e avendo come obiettivo principale una efficace ripresa del tessuto produttivo nel rispetto delle tutele occupazionali. Detto questo, è indispensabile ascoltare le richieste delle parti sociali». 


Quanti posti di lavoro potrebbero andare persi con lo sblocco dei licenziamenti?
«Secondo i numeri forniti dai sindacati si parla di mezzo milione di licenziamenti. Onestamente non saprei quantificarlo al momento. La crisi, va detto, non ha colpito, però, tutti i settori allo stesso modo. Certamente a risentire maggiormente degli effetti innescati dalla pandemia sono state sono le piccole e piccolissime imprese. Oggi la sfida è comprendere la portata della fase di cambiamento radicale che stiamo vivendo e puntare le transizioni gemelle ecologica e digitale per avviare percorsi di riqualificazione delle competenze e dei processi di produzione. Il Pnrr prevede massicci investimenti su questi ambiti, per innescare il processo di ripresa. Gli oltre 200 miliardi del Next generation Eu per l'Italia possono risollevare la nostra economia».

In autunno dovrebbe partire il Cantiere Italia. Come conciliare l’ipotesi di un ricorso significativo ai licenziamenti in fase attuale con la necessità da parte delle aziende di reperire personale per realizzare progetti e grande opere da qui a qualche mese?
«Esattamente come anticipato poc'anzi. Senza però abdicare alla legalità in nome della sburocratizzazione. Mantenere una soglia limite nelle gare di appalto, ad esempio, è fondamentale, perché rappresenta un imprescindibile strumento a garanzia della sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre ad arginare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata».

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