Arpal, sì della commissione al cambio dell'assetto societario. Maggioranza divisa. Via il direttore generale ma ci sarà un Cda

Arpal, sì della commissione al cambio dell'assetto societario. Maggioranza divisa. Via il direttore generale ma ci sarà un Cda
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Mercoledì 1 Giugno 2022, 16:21 - Ultimo aggiornamento: 18:15

La II e IV commissione del Consiglio regionale pugliese hanno dato il via libera al nuovo assetto societario dell'Arpal, l'Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro. L'Arpal sarà guidata da un consiglio di amministrazione, da un presidente, un direttore e sarà nominato anche un collegio dei revisori. Lo hanno deciso a maggioranza in seduta congiunta le Commissioni II e VI votando la nuova proposta di legge che ora potrà approdare in Consiglio. Questo cambiamento comporterà la decadenza dell'attuale direttore generale, Massimo Cassano.

È passata la proposta dei Popolari con Emiliano che hanno presentato un emendamento alla proposta di legge originaria di tre esponenti del Partito democratico (Amati, Mazzarano, Mennea) e di un consigliere del gruppo misto (Tutolo) e che prevedeva l'istituzione di un amministratore unico. La proposta di legge emendativa approvata, così come si legge dalla relazione, «intende intervenire sull'assetto organizzativo della Agenzia, distinguendo tra gli organi di vertice: l'organo più propriamente strategico politico, nel presidente e nel Consiglio di amministrazione e quello intermedio rappresentato dal direttore, con compiti di raccordo con le strutture operative. Questo in un'ottica di efficienza ed economicità dell'attività amministrativa». 

Maggioranza divisa sull'emendamento

La proposta di legge per cambiare assetto societario nell'Agenzia per le politiche attive del Lavoro ha diviso la maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale pugliese, con il M5S che si è astenuto dal votare gli emendamenti presentati dai gruppi «Popolari con Emiliano» e «Per la Puglia» dopo una intesa con il Pd. «Ci siamo astenuti sui subemendamenti e sull'emendamento alla proposta di legge con cui si va a modificare la legge istitutiva dell'Arpal nella parte riguardante gli organi di vertice - spiegano i pentastellati - perché ritenevamo indispensabile approfondire meglio alcuni aspetti relativi all'istituzione di presidente e consiglio d'amministrazione per sostituire la figura del direttore generale. Abbiamo appreso, infatti, questa mattina della mediazione tra la giunta, il Pd e i gruppi Popolari con Emiliano e Per la Puglia, che ha portato all'emendamento votato oggi, e visto che per noi prima degli accordi politici viene il bene dei cittadini, abbiamo scelto di non dare un voto a scatola chiusa. Riteniamo indispensabile una discussione con tutta la maggioranza e la Giunta». 

Il commento dei dem: che fatica

«Quasi ci siamo per la riforma dell’Arpal. Ma che grande fatica contrastare il sostegno al DG, spesso surrettizio, della minoranza. Una sequenza di richieste di rinvio dei lavori, per fortuna bocciate, sulla base di motivazioni prive di pregio tecnico e probabilmente funzionali, per la veemenza dei modi, a mantenere in carica l’attuale dirigenza.
In ogni caso, è importante il voto di oggi in Commissione perché allinea la volontà del Consiglio regionale ad auspici di buona gestione dell’agenzia, messi pesantemente in discussione dall’attività svolta sino ad oggi. La nostra proposta di legge, approvata oggi con emendamenti dalla Commissione, afferma la totale discontinuità e presa di distanza dagli attuali organi di gestione di Arpal, attraverso una maggiore qualificazione professionale dei suoi manager e con auspici di correttezza amministrativa e imparzialità».«All'asfittico esercizio della politica »contro« qualcuno abbiamo sempre preferito quello della politica »per« qualcosa ed è per questo che non potevamo condividere la bontà della ratio sostanziale della legge sull'Arpal», replica il vicepresidente della I Commissione consiliare, il consigliere regionale di Forza Italia, Vito De Palma. 

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