Corte Costituzionale, dopo 29 tentativi
manca ancora l'accordo sui tre giudici

Mercoledì 2 Dicembre 2015 di Margherita Ossoli
Matteo Orfini

ROMA - Ennesima fumata nera per l'elezione dei tre giudici della Corte costituzionale.

La terna di candidati su cui si è stretto l'accordo fra Pd, Area Popolare e Forza Italia non ha ottenuto i voti sufficienti (tre quinti dell'assemblea) neanche alla ventinovesima votazione: Augusto Barbera, candidato del Pd, ha ottenuto 545 voti, nove in più della volta scorsa, Francesco Paolo Sisto, candidato di FI, 527 (sedici in più), mentre l'attuale presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella si è fermato a quota 470.

Il Quirinale è preoccupato e anche i presidenti di Camera e Senato hanno fatto un appello per rendere operativo l'organo di garanzia. Ma anche l'elezione dei giudici della Consulta diventa terreno di scontro è trattative politiche. Anche perché la Corte sarà chiamata presto a dare parere preventivo sull'Italicum.

Matteo Renzi è deciso a non aprire alcuna trattativa con i 5 stelle, disposti a ragionare su dei nomi “nuovi ma degni” che non siano quelli di Sisto e Barbera. Non sembra fattibile neanche un accordo con Sinistra Italiana. Per offrire i suoi voti, la Lega vuole un suo candidato alla Corte dei Conti. Pitruzzella intanto ha fatto sapere che ritirerà la sua candidatura.

Oggi è attesa la trentesima votazione e il Pd conta di avere i voti sufficienti a far eleggere almeno il suo candidato.

Ultimo aggiornamento: 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA