Russia, il bilancio (pesante) dei primi 2 mesi di guerra: morti 22.000 soldati, 873 tank distrutti

Domenica 24 Aprile 2022 di Michela Allegri
Russia, il bilancio (pesante) dei primi 2 mesi di guerra: morti 22.000 soldati, 873 tank distrutti

Almeno 21.800 soldati russi sarebbero morti dall’inizio dell’assedio di Mosca all’Ucraina, quindi dallo scorso 24 febbraio. Il dato emerge dal bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine. Nel resoconto si parla anche di 873 carri armati distrutti, insieme a 2.238 mezzi corazzati, 408 sistemi d’artiglieria, 147 lanciarazzi multipli, 69 sistemi di difesa antiaerea. Le forze russe avrebbero perso anche 179 aerei, 154 elicotteri, 1.557 autoveicoli, 8 unità navali, 76 cisterne di carburante e 191 droni. I dati diffusi dal Cremlino, ovviamente, sono molto diversi. Il 2 marzo scorso, Mosca aveva comunicato che i militari morti erano solo 498. Già all’epoca i media occidentali, Kiev e la Nato avevano parlato di perdite variabili tra i 7 e i 15mila soldati.

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I numeri dei dispersi

Due giorni fa, però, il sito di informazione russo Readovka, vicino al Cremlino, ha messo in rete un annuncio del ministero della Difesa di Mosca nel quale si sottolineava che in Ucraina risultano «13.414 soldati russi uccisi e altri 7mila dispersi». Quei numeri sono rapidamente scomparsi dal web, ma sono stati resi noti dal sito bielorusso Nexta.tv, che ha pubblicato uno screenshot del post di Readovka in cui compare la foto del portavoce della Difesa russa, Igor Koneshenkov. I dettagli sulle perdite russe in Ucraina sarebbero stati forniti durante un incontro a porte chiuse del ministero della Difesa. Readovka ha quindi pubblicato un nuovo post in cui accusava le forze ucraine di aver compiuto un attacco hacker. Ma le fughe di dati non sono una novità. Il 21 marzo, sulla Komsomolskaya Pravda, un altro giornale russo filo-Cremlino, era stato pubblicato un bilancio delle perdite russe che parlava di «9.861 morti e 16.153 feriti». Un dato che era stato attribuito sempre al ministero della Difesa. L’articolo era stato poi cancellato dalla stessa Pravda. Anche in quel caso era stato denunciato un «sabotaggio informatico».

 

 

 

Russia, perdite sono ingenti

Le perdite russe, comunque, sono state ingenti. Sono state provocate da decisioni tattiche sbagliate e dalla sottovalutazione delle capacità delle forze armate ucraine. All’inizio della guerra, Mosca era certa che l’invasione sarebbe stata rapida ed efficace. Era il 24 febbraio e l’esercito russo era composto da 280mila soldati, mentre quello ucraino era composto da 125.600 uomini. In realtà, sottolinea Michael Clarke, professore del dipartimento di studi sulla guerra del King’s College di Londra, «il Cremlino ha sottovalutato la quantità di soldati necessaria per costringere il Paese alla sottomissione». L’esercito ucraino, inoltre, è cresciuto grazie all’arruolamento di riservisti e all’afflusso di combattenti stranieri volontari. Le truppe russe sono state mandate in guerra impreparate, non addestrate e scarsamente equipaggiate. Gli esperti sottolineano anche che il tentativo della Russia di impadronirsi delle regioni del Donbas, Donetsk e Luhansk, dove i ribelli filo-russi sono attivi dal 2014, è probabilmente il risultato di un cambio di tattica, dopo «aver fallito nell’iniziale assalto di Kiev», ha spiegato il direttore dell’istituto di studi strategici FMES, Pascal Ausseur.

Ultimo aggiornamento: 20:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA