Putin vuole «Georgia e paesi Baltici, dopo la Moldavia». L'ex consigliere dello zar Illarionov spiega la sua vera strategia

Il disegno del presidente è il neoimperialismo panrusso

Domenica 24 Aprile 2022 di Stefania Piras
Putin vuole «Georgia e paesi Baltici, dopo la Moldavia». L'ex consigliere dello zar Illarionov spiega la sua vera strategia

Non aveva previsto l'invasione dell'Ucraina. Andrei Illarionov non pensava che Putin lanciasse un'aggressione su così larga scala. L'ex consigliere economico del presidente della Federazione russa, Andrei Illarionov, ritiene però che c'era qualche segnale. Il più eclatante? Quello del 2003 nello Stretto di Kerch. Per cui, ben 19 anni fa, si potevano già scorgere segnali di aggressione. Ma che potesse organizzare un'invasione di questa portata, dice in un'intervista a Rainews 24, era «semplicemente impossibile». «Le sanzioni hanno iniziato a funzionare», aggiunge Illarionov «ma non è ancora arrivato il momento in cui si vedono gli impatti. Le sanzioni non bastano», sottolinea. 

Secondo Illarionov un «vero embargo» sull'energia russa da parte dei Paesi occidentali potrebbe fermare la guerra in Ucraina. «Se i Paesi occidentali tentano di imporre un vero embargo sulle esportazioni di petrolio e gas dalla Russia, scommetto che entro un mese o due le ostilità russe in Ucraina saranno probabilmente fermate. Questo è uno degli strumenti molto efficaci che i Paesi occidentali hanno ancora a disposizione», ha detto Illarionov sottolineando che Mosca «non prende sul serio» la minaccia di altri Paesi di ridurre il proprio consumo energetico.

Andrei Illarionov

«Nel breve termine Putin vuole prendere l'Ucraina e poi potrebbe puntare alla Moldavia attraverso la Transnistria, poi la Georgia e ancora i Paesi Baltici. Secondo questi piani, potrebbe poi passare all'Europa», spiega l'economista al fianco di Putin dal 2000 al 2005. A cosa corrispondono i suoi piani? Illarionov dice che Il presidente russo vuole tornare indietro nel tempo e ristabilire le sfere di influenza che c'erano nel 1997. Vuole tornare all'Unione sovietica. 

Cosa è successo a Kerch nel 2003 e nel 2018: i precedenti 

Perché Illarionov risale addirittura al 2003 quando va alla ricerca dei precedenti storici dell'invasione attuale? Parla di Kerch e Tuzla. Quest'ultima è un'isola che collega in modo naturale Crimea a Russia: Putin ci ha voluto costruire persino un ponte. Le autorità russe sostenevano che la cessione della Crimea all'Ucraina del 1954 aveva incluso solo le parti continentali della Crimea. I russi hanno costruito una diga di 3,8 kmdalla penisola di Taman verso l'isola di Tuzla senza consultarsi con le autorità governative ucraine. L'Ucraina non riconosceva quello stretto come acque interne di entrambi i paesi fino al 2003. Il 23 ottobre 2003, infatti, il parlamento ucraino ha emesso una risoluzione «per eliminare una minaccia all'integrità territoriale dell'Ucraina che è apparsa come risultato della costruzione della diga da parte della Federazione Russa nello stretto di Kerch». La costruzione della diga è stata sospesa. 

C'è poi un secondo precedente. L'incidente dello Stretto di Kerch è un incidente internazionale avvenuto il 25 novembre 2018. La guardia costiera del Servizio di Sicurezza Federale russo (FSB, ex KGB) ha sparato e catturato tre navi della Marina ucraina dopo che queste avevano tentato di transitare dal Mar Nero al Mar d'Azov. Quattro anni prima, nel 2014, la Russia aveva annesso la vicina penisola di Crimea. Non contento, Putin ha voluto costruire anche il Ponte di Crimea attraverso lo stretto. Secondo un trattato del 2003, lo stretto e il Mar d'Azov sono intesi come acque territoriali condivise da entrambi i paesi, e liberamente accessibili. E però la Russia sostiene che le navi ucraine dovessero chiedere il permesso prima di entrare nelle acque russe lungo il perimetro della Crimea come qualsiasi attraversamento delle acque transnazionali, come regolato dal Trattato sulla legge del mare. Per l'Ucraina si tratta di una richiesta illegittima. Risultato? Nel 2018 le navi ucraine sono rimaste ormeggiate nello stretto per otto ore, prima di tornare indietro per tornare al porto di Odessa. La guardia costiera russa le inseguì mentre lasciavano la zona, e successivamente sparò e sequestrò le navi nelle acque internazionali al largo della costa della Crimea. Tre membri dell'equipaggio ucraino furono feriti nello scontro, e tutti i ventiquattro marinai ucraini delle navi catturate furono trattenuti dalla Russia.

Il presidente ucraino caratterizzò l'incidente come l'anticamera di un'invasione russa, e dichiarò la legge marziale lungo il confine con la Russia e nelle zone costiere del Mar Nero. L'incidente di Kerch compare come riferimento e argomentazione per sostenere le sanzioni contro la Russia. Ed è un precedente storico molto importante. Anche per Illarionov, che in quegli anni era nell'inner circle di Putin.

 

Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 11:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA