Bucha, il massacro e le fosse comuni: chi decide sui crimini di guerra? Possibile mandato di cattura per Putin?

«La raccolta delle prove è già iniziata», ha annunciato la Corte penale internazionale dell'Aja

Bucha, il massacro e le fosse comuni: cosa sono i crimini di guerra e il possibile mandato di cattura per Putin
Bucha, il massacro e le fosse comuni: cosa sono i crimini di guerra e il possibile mandato di cattura per Putin
di Cristiana Mangani
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Lunedì 4 Aprile 2022, 16:05 - Ultimo aggiornamento: 19:44

La Corte penale internazionale dell'Aja si è mossa già nei giorni scorsi per quanto sta accadendo in Ucraina. Il procuratore Karim Khan ha annunciato circa un mese fa che avrebbe «immediatamente aperto» una procedura per perseguire eventuali crimini di guerra e contro l'umanità commessi nel Paese attaccato dalla Russia. «La raccolta delle prove è già iniziata», ha annunciato. La procedura è stata sollecitata da 39 stati membri.

Il massacro di Bucha

Il processo, ormai avviato, si espanderà ulteriormente proprio alla luce di quanto accaduto a Bucha, delle fosse comuni, dei corpi martoriati, trovati dopo che le truppe russe hanno lasciato la città. «Il genocidio», come lo ha più volte definito il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha fatto insorgere la comunità internazionale e, preso atto delle modalità in cui è avvenuto e sta proseguendo l’attacco, ha portato la Corte penale internazionale ad aprire l'indagine per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità a danno della popolazione ucraina.

I reati

I reati sono di natura diversa: i crimini contro l’umanità sono violenze che vengono perpetrate ai danni di un popolo o di parte di esso e che, in generale, vengono percepite dall’opinione pubblica come un danno contro l’intera umanità. I crimini di guerra, invece, sono violazioni del diritto bellico, ovvero delle leggi che disciplinano i comportamenti delle persone in periodi di conflitti, violazioni che possono coinvolgere civili o militari. 

Nel diritto internazionale i crimini contro l’umanità sono definiti dall’art. 7 dello Statuto della Corte Penale Internazionale (anche noto con il nome di Statuto di Roma approvato nel 1998) ma entrato in vigore  solo nel 2002. L’art. 6 dello Statuto disciplina invece il crimine di genocidio mentre l’art. 8 disciplina i crimini di guerra.

Secondo l’art. 7 dello Statuto della Corte Penale Internazionale si è in presenza a un crimine contro l’umanità quando i reati vengono commessi in modo diffuso e sistematico contro la popolazione civile e c’è una chiara intenzione di compierli.

Quando può scattare il procedimento

Il procedimento può scattare in caso di omicidio; sterminio; riduzione in schiavitù; deportazione o trasferimento forzato della popolazione; imprigionamento o altre gravi forme di privazione della libertà personale in violazione di norme fondamentali di diritto internazionale; tortura; stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di violenza sessuale di analoga gravità; persecuzione contro un gruppo o una collettività dotati di propria identità, inspirata da ragioni di ordine politico, razziale, nazionale, etnico, culturale, religioso o di genere sessuale ai sensi del paragrafo 3, o da altre ragioni universalmente riconosciute come non permissibili ai sensi del diritto internazionale, collegate ad atti preveduti dalle disposizioni del presente paragrafo o a crimini di competenza della Corte;
sparizione forzata delle persone; Apartheid; altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale.

Cosa sono i crimini di guerra

Sono crimini di guerra i comportamenti commessi dagli Stati, da enti internazionali, o da agenti statali, in violazione delle norme che disciplinano i conflitti armati, e più in particolare: le gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei protocolli addizionali del 1997 (omicidio volontario; tortura o trattamenti inumani, inclusi gli esperimenti biologici; provocate grandi sofferenze o gravi lesioni all’integrità fisica o alla salute; distruzione ed appropriazione di beni, non giustificate da necessità militari o compiute su larga scala illegalmente ed arbitrariamente; crimini contro i prigionieri di guerra, deportazione, trasferimento o detenzione illegale; cattura di ostaggi). Altre gravi violazioni delle leggi e degli usi applicabili, all’interno del quadro consolidato del diritto internazionale dei conflitti armati (attacchi intenzionali contro i civili, contro beni che non sono obiettivi militari, contro edifici di culto, ospedali, monumenti e beni storici ed artistici, contro mezzi e persone delle missioni di soccorso umanitario e di peace keaping, danni diffusi e duraturi all’ambiente naturale, uso di gas tossici, di armi biologiche, di armi e proiettili non consentiti, stupro, riduzione in schiavitù, deportazione degli occupati, o trasferimento della propria popolazione nei siti occupati etc..).

La Corte dell'Aja

La Icc (International criminal court) ha sede all’Aja, in Olanda, e a questo organo hanno aderito ben 123 paesi tra cui anche la Russia. Le sue radici affondano nel Processo di Norimberga che si svolse al termine della Seconda guerra mondiale per giudicare i criminali di guerra nazisti responsabili dell’Olocausto.

L'avvio del procedimento è una fase molto delicata potendo essere attuata da tre fonti diverse: il procuratore, che agisce motu proprio, o un referral che può provenire da uno Stato che ha firmato il Trattato o dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I referral degli Stati sono molto più liberi, non avendo limiti, mentre il Consiglio di sicurezza deve far rientrare il suo atto in casi di violazione della pace, minaccia della pace o aggressione.

Il Consiglio ha tuttavia un potere molto criticato dalla dottrina di diritto internazionale, ovvero la possibilità di richiedere alla Camera preliminare di bloccare le indagini del Procuratore per un anno qualora queste rientrino in un quadro complessivo sotto esame nello stesso Consiglio. La sospensione deve essere effettuata con un parere quantomeno non contrario all'unanimità dei membri permanenti del Consiglio.

Se l'Otp (Office of the prosecutor) inizia un'indagine motu proprio deve raccogliere un numero sufficiente di dati da presentare alla Pre-Trial Chamber per la richiesta di autorizzazione a procedere, in caso di parere affermativo della Camera preliminare l'Otp può iniziare le indagini e presentarsi nuovamente alla Camera preliminare per la disamina degli elementi accusatori. La Camera preliminare deciderà quindi se gli elementi ricadano o meno nella giurisdizione della Corte penale internazionale, a quel punto l'ufficio di chi ha avviato il procedimento deve fornire al Consiglio di difesa elementi sufficienti per preparare un'adeguata azione difensiva volta a garantire un equo processo e il principio di presunzione di innocenza. Il Cancelliere è preposto a controllare e a facilitare un corretto passaggio di informazioni tra accusa e difesa, nonché a vigilare per il rispetto dei principi fondamentali del giusto processo.

Karim Khan, il procuratore che ha già avviato l'indagine ha spiegato che potrebbe portare sul banco degli imputati Vladimir Putin come in passato è accaduto per altri leader politici, ad esempio Slobodan Milosevic, ex presidente della Serbia accusato di crimini di guerra in Croazia, oppure di Radovan Karadzic, ex presidente della repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina condannato nel 2019 all'ergastolo.

La Corte Penale Internazionale è intervenuta di recente sulla guerra in Afghanistan e altri crimini commessi nelle Filippine, Venezuela, Burundi, Sudan, Libia, Kenya, Uganda, Costa d’Avorio, Congo e Mali.

E ieri Cuno Tarfusser, dal 2009 al 2019 giudice della Cpi, ha dichiarato al Corriere della Sera che a un mandato di cattura nei confronti del presidente russo e dei suoi generali si «potrebbe arrivare entro la
fine dell'anno. In questa guerra non bisogna andare lontano per individuare i responsabili e raccogliere le prove - ha affermato Tarfusser -. In Ucraina si commettono crimini di guerra ogni giorno. Il punto è raccogliere prove “genuine”, cosa non facile in una situazione di conflitto aperto. È quanto sta cercando di fare la squadra del procuratore generale della Cpi Karim Khan». Nei panni del procuratore Khan - ha aggiunto - «cercherei innanzitutto le prove per pochi crimini. Per esempio l'attacco all'ospedale e al teatro di Mariupol, le fosse comuni e i civili uccisi nelle strade di Bucha. Basterebbero per un'incriminazione. La Cpi non deve fare la storia».

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