«Noi difenderemo la maestra: i bimbi a volte maleducati»

«Noi difenderemo la maestra: i bimbi a volte maleducati»
Da una parte video e intercettazioni ambientali che inchiodano una maestra di una scuola dell'infanzia di Nardò, dall'altra un gruppo di mamme che sin da subito si sono schierate a difesa dell'insegnante. È l'altra faccia della medaglia delle 70 pagine di ordinanza emesse dal giudice per le indagini preliminari della procura di Lecce, Edoardo D'Ambrosio. In quelle pagine sono documentate le violenze fisiche e psicologiche subite dai bimbi che frequentavano la classe in cui insegnava la 61enne sospesa per sei mesi dall'insegnamento e per la quale il pubblico ministero aveva chiesto anche i domiciliari. Il gip ha valutato che, essendo l'insegnante incensurata e le prove a suo carico già cristallizzate negli atti di indagine consistenti in file audio e video «non risulta sussistente un concreto ed attuale pericolo di inquinamento probatorio da parte della stessa da arginare mediante la più gravosa misura coercitiva degli arresti domiciliari (richiesta dal pubblico ministero); mentre il pericolo di reiterazione del reato, strettamente connesso all'esercizio della sua professione di insegnante appare adeguatamente fronteggiabile con le misure interdittive della sospensione da pubblico servizio dell'insegnamento ai minori». Questo il fronte giudiziario che ha fatto emergere vessazioni con spintoni, minacce di pugni, schiaffi e anche frasi sopra le righe del tipo Tu sei stupida Sei scema Se ti permetti ti uccido!. Non manca l'imprecazione ai defunti, e il corollario di minacce di menomazione degli arti: Ti spezzu li osse, Guai a chi tocca le posate, gli spezzu le manu a quattro. E c'è anche il riferimento a una mamma che evidentemente si era lamentata dei modi bruschi perché a un bimbo la maestra dice: La mamma tua deve venire e vedere quello che combini, no che dice chi piangi, stia zitto bocca chiusa, la mamma tua si pensa ca nui ti cimintamu.

Queste e tante altre frasi trascritte tutte in maiuscolo per indicare il tono alto della voce. Ma di questo scenario non tutte le mamme sono convinte. Oggi un gruppo andrà a parlare con la dirigente scolastica della scuola in cui ha prestato servizio l'insegnante per chiedere in che modo possano aiutarla. «Non solo l'unica ad essere a favore della maestra afferma una mamma la cui identità non viene resa pubblica a tutela della minore mia figlia ha da due anni questa maestra. Ho visto i video, ma fanno intendere quello che non è. Che la maestra abbia preso a pugni i bambini non esiste né in cielo, né in terra». Questa mamma è convinta dell'innocenza dell'insegnante e anche a proposito del linguaggio violento dice: «Non è un linguaggio violento. Bisogna conoscere la maestra per capire, non lo fa con aria minacciosa. Stanno ingigantendo tutto. Sono una mamma, ho un figlio di 24 anni e la piccolina. Se quello che dicono fosse vero non avrei accettato la situazione. Anche i lividi, i bambini giocano, si urtano, che colpa ha la maestra? I video non mostrano chissà che. Conoscendo la persona, le frasi riportate non mi infastidiscono». Un'altra storia, quella che racconta questa mamma. «Quando andavo a prendere mia figlia a scuola vedevo i bambini felici racconta la mamma di Viola (nome di fantasia) e non ho mai visto nessuno piangere o spaventato. È normale che il bambino di tre anni quando viene lasciato a scuola, piange. Anche mia figlia ha pianto quando ha iniziato a frequentare la materna, poi quel momento è passato».

Sono tante le considerazioni che fa la mamma di Viola, a partire dal fatto che per la fine della scuola è stata fatta una festa per la maestra a cui hanno partecipato tutti i bambini, con l'eccezione del bimbo i cui genitori hanno denunciato la maestra. E non solo. Questa mamma chiama in causa la capacità genitoriale: «Il problema nasce dal fatto che oggi non si è più i genitori di una volta. Non c'è educazione, non c'è rispetto, il bullismo è la conseguenza di genitori che sanno educare. Ci sono dei bambini molto vivaci e la scuola è fatta anche per insegnare a rispettare le regole. Sto parlando in generale, non mi riferisco alla classe frequentata da mia figlia che adora la maestra. Le ho chiesto cosa accadeva in classe e mi ha detto che ha rimproverato i bambini che non si erano comportati bene, ma non ha mai alzato le mani».
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Lunedì 17 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:43