Salento, truffa a 21 commercianti e tabaccai: spillano 650mila euro spacciandosi per funzionari dei Monopoli

Mercoledì 7 Aprile 2021

Una truffa di 650mila euro spacciandosi per rappresentanti dei Monopoli dello Stato ai danni di 21 persone tra commercianti o aspiranti commercianti intenzionati ad aprire o a rilevare tabaccherie come anche edicole. Un buon investimento - questa la prospettiva, falsa, rilevata dall'inchiesta - non fosse altro perché tutte abilitate dalla Snai e dalla Lottomatica. Di questo rispondono tre imputati, ossia di truffa aggravata, come anche associazione a delinquere, di sostituzione di persone e di falso. Si tratta di Vito Troisi, 56 anni di Racale; della figlia Serena, 28 anni; e di Emanuela Cacciatore, 54 anni, originaria di Taurisano.

 

L'udienza e l'inchiesta


Se dovranno essere mandati a processo oppure se sarà accolta la richiesta di non luogo a procedere degli avvocati difensori Biagio Palamà, Damiano Alemanno Cavalera e Francesco Fasano, lo stabilirà il 5 maggio il giudice per l'udienza preliminare Giovanni Gallo. In quella occasione saranno depositate anche le richieste di costituzione di parte civile fra le vittime del raggiro contestato, assistite dagli avvocati Davide Spiri e Francesca Giardiniero.
Il modus operandi è quello indicato nell'in chiesta condotta dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Massimiliano Carducci: Vito Troisi viene indicato il capo e l'organizzatore dei raggiri contestati. Il ruolo di falso funzionario sarebbe stato attribuito a M.C.C. (per la quale si procede separatamente): sarebbe stata lei la dottoressa Patrizia De Santis funzionaria dei Monopoli di Stato presentatasi alle vittime. Emanuela Cacciatore sarebbe stata invece titolare delle Postpay sulle quali sarebbero confluite le somme di denaro. Titolare lei come anche i Troisi padre e figlia. Denaro giustificato per le l'acquisto delle marche da bollo, dei computer, delle sigarette e per il pagamento delle tasse.
Fatti risalenti fino al 2017. L'obiettivo di raggirare le vittime sarebbe stato raggiunto attraverso contatti telefonici e scambio di mail, millantando conoscenze e rapporti con il Monopoli dello Stato ed anche utilizzando documenti con l'intestazione Ministero dell'Economia e delle Finanze - Amministrazione autonoma Monopoli di Stato - Ufficio regionale per la Puglia.
Grazie a questi escamotage, agli imputati è contestato di essersi fatti versare volta per volta anche somme di 66mila ed 856 euro, 1.500, 3.874, 23.709, 50.000, 30.000, 44.395, 4.571, 17.676, 4.783, 23.869 e 1.175.

Ultimo aggiornamento: 21:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA