Discoteca in spiaggia, chiuso il "Samsara": 60 giorni per smontare tutto

Discoteca in spiaggia, chiuso il "Samsara": 60 giorni per smontare tutto
di Antonella MARGARITO
4 Minuti di Lettura
Venerdì 24 Novembre 2017, 12:26 - Ultimo aggiornamento: 13:42

Chiuso il Samsara di Gallipoli, il locale simbolo della movida salentina e non solo. Per il Comune di Gallipoli è finito il suo tempo e con una determina a firma del dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale Giuseppe Cataldi, si potrebbe chiudere un’era che, nel bene e nel male, ha fatto parlare, lanciando il marchio Gallipoli in giro per il mondo.

Il Comune, dunque, con una determina apparsa ieri sull’albo pretorio, sancisce la decadenza della concessione demaniale alla società “Sabbia d’oro Srl.”, che fa capo proprio alla famosa spiaggia, paradiso in particolare del mondo giovanile, “per mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo per il quale è stata assentita la concessione e per inadempienza degli obblighi derivanti dalla stessa e di quelli imposti dall’Ordinanza Balneare della Regione Puglia del 02.05.2017”. Ossia il Samasara funzionava anche come discoteca e non solo come stabilimento balneare.
Inoltre, assegna alla Società Concessionaria 60 giorni di tempo “per lo sgombero dell’area occupata, con ripristino dello stato dei luoghi”. 
 

 


Sic et simpliciter, la notizia arriva proprio come il classico colpo di scena. Peraltro anche quest’anno i titolari della concessione si stavano adoperando ad organizzare degli eventi in occasione del Natale e del Capodanno. Malgrado i lavori che si stanno facendo sulla litoranea abbiano portato ad una attuale chiusura forzata della struttura, da parte dei titolari della spiaggia c’era la convinzione che per il periodo natalizio il comune gallipolino avrebbe dato la possibilità di alcuni passaggi per far accedere la gente in spiaggia, invece dal Comune è arrivata la batosta. Ma da dove parte una decisione così drastica?

Secondo quanto si legge nella determina tutto sarebbe nato da quel pomeriggio del 9 luglio scorso, giorno in cui la Capitaneria di Porto gallipolina fece la sua visita al Samsara e decise che piuttosto che uno stabilimento balneare si trattava di una discoteca. Cosa che mise anche per iscritto con una sanzione. La Capitaneria, infatti, rilevava “un uso difforme del suolo demaniale marittimo” e chiariva al meglio il concetto: “la concessione demaniale marittima adibita a posa di ombrelloni e sdraio in realtà era utilizzata quale area ad uso discoteca come da rilievi fotografici effettuati all’atto dell’accertamento con la presenza di numerose persone intente a ballare”.

La Capitaneria di Porto relazionava inoltre il fatto che ogni giorno dalle 16 alle 20 venivano organizzate proprio sull’area adibita alla posa dei lettini e delle attrezzature di spiaggia che “di fatto - dicevano - era impossibile utilizzare o anche semplicemente individuare vista la presenza di centinaia di persone presenti sul pubblico demanio marittimo e intente a ballare piuttosto che ad usufruire dei servizi e delle attrezzature come contemplate dall’atto concessorio”. Tutte attività che violano - sosteneva la Capitaneria - le norme legate all’Ordinanza balneare. “In particolare – aggiungevano- sono sistematicamente programmati interventi di noti dj con emissioni sonore e alte concentrazioni di persone intente a ballare su area demaniale marittima”.
Insomma questo il pregresso che si trasformava poi in una sanzione per la quale i titolari avevano fatto ricorso. Ma nella determina del Comune si legge che tali violazioni, così come peraltro “suggerito” dalla Capitaneria di Porto con il suo verbale, porterebbero alla decadenza della concessione, tant’è che il 18 agosto scorso, il Comune ha comunicato alla società il procedimento relativo alla decadenza della concessione e attende le controdeduzioni. Che sono arrivate per tramite del legale della società, ma non soddisfano; “le osservazioni prodotte non si ritengono meritevoli di accoglimento – si legge nelle determina - anche alla luce delle controdeduzioni della Capitaneria di Porto di Gallipoli”. Discorso chiuso, ma si fa per dire perché sicuramente alle trombe del Comune la società risponderà con le sue campane e c’è da scommettere che questa sia solo la prima puntata di una lunga battaglia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA