Cinque telecamere extra per i controlli sulla movida

Cinque telecamere extra per i controlli sulla movida
di Stefania DE CESARE
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Mercoledì 27 Luglio 2022, 21:30

Cinque telecamere extra in aggiunta alle 13 già posizionate nel centro storico. Obiettivo: più sicurezza e monitoraggio in punti nevralgici della città. Palazzo Carafa punta a incrementare la videosorveglianza presente all’interno del territorio urbano. E così dopo l’installazione delle prime telecamere “intelligenti” – che permetteranno cioè il riconoscimento facciale dei trasgressori - presto saranno posizionati nuovi occhi elettronici per contrastare episodi di degrado. Si tratta di un potenziamento dei sistemi esistenti in aree - viale Oronzo Quarta, via Paladini (intersezione via Basseo), via Caracciolo (intersezione via Cairoli), piazzale Massari (stazione), via Paladini (intersezione via Cairoli) - già monitorate e dove l’aggiunta di nuovi dispositivi sarà utile per contrastare furti, atti vandalici, abbandono di rifiuti, bivacco e commercio abusivo. Lo scopo è quello di aumentare la capacità di controllo dei punti e delle aree già individuati col progetto principale, ad oggi in fase di completamento, permettendo una visuale più ampia anche di zone poco esposte. 

L'ASSESSORE


«Aumenta sempre più la sicurezza in città – afferma l’assessore alla Polizia locale Sergio Signore -. In aggiunta ai sistemi già installati, e che saranno attivati a breve, siamo riusciti a finanziare l’acquisto di nuove telecamere, per dare la possibilità ai cittadini di vivere con più tranquillità soprattutto la vita serale». Per limitare gli episodi di bivacco e micro criminalità durante gli orari della movida leccese è in vigore fino al 30 settembre l’ordinanza sindacale che prevede la chiusura anticipata alle 2 e lo stop a musica e suoni a mezzanotte nei pubblici esercizi del centro storico e moderno della città. In questi giorni i tecnici stanno testando le 13 telecamere già installate e, una volta posizionata la cartellonistica, saranno messe in funzione. Per le nuove, invece, si dovrà aspettare ancora qualche settimana. Il termine ultimo delle operazioni è fissato al 30 ottobre. La videoanalisi, basata su intelligenza artificiale, permetterà di creare automaticamente una descrizione di quello che accade nel video in tempo reale. Tante sono le strade che presto saranno tenute sotto controllo da remoto, tramite la centrale operativa di viale Rossini: la zona della Stazione, appunto, tutta l’area di Porta San Biagio, via dei Perroni, via Federico d’Aragona, via degli Ammirati, via Ludovico Maremonti, via Ascanio Grandi, via del Palazzo dei Conti di Lecce, via Marco Basseo (nel primo tratto da via Paladini) e via Paladini (nell’ultimo tratto con via Cairoli). Poi la stessa via Cairoli, via Caracciolo, via Carlo Russi, via Giacomo Antonio Ferrari, via Santa Maria del Paradiso e via Giuseppe Libertini. In attesa dei nuovi occhi elettronici, continuano gli interventi sul campo con i controlli anti-droga del progetto “Movida Drug-Free” per prevenire, combattere e fermare i fenomeni illegali in particolar modo legati al mercato degli stupefacenti. «Le ispezioni ci sono sempre – aggiunge Signore -. Il progetto ci ha permesso di intensificare i pattugliamenti nel weekend con agenti in borghese impegnati contro fenomeni di spaccio, abusivismo e il rispetto delle regole movida». 

LA SICUREZZA


Il Comune, quindi, prova a rispondere alla domanda di maggiore sicurezza che in questi anni è venuta dai residenti che, nel frattempo, lanciano nuovi appelli per chiedere interventi tempestivi: «Ogni volta che succede qualche episodio di violenza o degrado nei pressi della mia abitazione le forze dell’ordine vengono da me per visionare i filmati delle mie telecamere perché quelle del Comune non sono funzionanti - afferma Isabella Oztasciyan Bernardini, presidente del Comitato per la tutela del centro storico di Lecce -. Oltre a essere un fatto grave è anche un episodio indicativo sulla reale situazione del centro storico. Non voglio fare processi alle intenzioni ma al momento le uniche telecamere funzionanti sono quelle della Ztl. Ad oggi il nostro interesse è che venga applicato il regolamento del 2015 che è ignorato in toto. Basterebbe controllare chi tra le attività non rispetta le regole. Per portare ordine non servivano nuove ordinanze, bastava far rispettare le norme già in vigore».

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