Scacco al clan della camorra, il figlio del boss arrestato in un resort di Ugento

Martedì 7 Luglio 2020
Scacco matto al clan Senese, il gruppo criminale di stampo camorristico che da decenni operava nella Capitale. Ventotto misure cautelari, di cui 16 in carcere, hanno, di fatto, decapitato l'organizzazione criminale guidata da Michele Senese, detto «ò pazz», boss indiscusso. Con il blitz che ha portato le forze dell'ordine anche nel Salento, in un resort di lusso da 5mila euro a notta a Ugento, dove stava passando le vacanze il figlio del boss, finito in carcere anche lui.

Michele Senese è un capoclan che, sebbene in carcere da anni perché accusato di essere mandante dell'omicidio Carlino del 2001, continuava a comandare l'attività attraverso pizzini che recapitava al figlio Vincenzo nelle scarpe. Per il gip la «pazzia» del boss, che in passato era stato dichiarato schizofrenico paranoide, è del tutto presunta. «Si esclude, radicalmente, che l'equilibrio psicofisico di Senese sia inficiato da patologie psichiatriche - scrive il giudice Annalisa Marzano - strumento cavalcato da Senese in trascorse vicende giudiziarie, smentite proprio dal tenore di numerosi dialoghi intercettati nel corso delle indagini che hanno invece dimostrato lucidità, freddezza, piena coscienza e consapevolezza delle sue opere». L'indagine della Dda svolta da Guardia di Finanza e Squadra Mobile, ha portato all'arresto anche del fratello del boss, Angelo Senese, del figlio di Michele, Vincenzo e della moglie del boss Raffaella Gaglione. Sono «ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, auto riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti con l'aggravante di avere agito con metodo mafioso agevolando la galassia criminale della camorra campana». 

Vincenzo Senese è stato arrestato in un resort di lusso a Ugento. Il figlio di Michele Senese, di 43 anni, si trovava in una struttura da cinquemila euro a settimana della marina di Ugento. Vincenzo Senese, che secondo gli inquirenti, curava gli interessi della famiglia a Roma e non solo, spendeva migliaia di euro a settimana in strutture stellate e ristoranti dove non pagava utilizzando il cognome della famiglia.  Ultimo aggiornamento: 16:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA