Studentessa rientra dall'estero, cinque contagiati in famiglia

Lunedì 3 Agosto 2020 di Davide Lisetto
Non soltanto contagi di importazione di cittadini che rientrano in particolare dai Paesi Balcanici. Ora cominciano i primi contagi da rientro da vacanze o viaggi sia in Italia che all'estero. Una situazione che fa suonare un nuovo campanello d'allarme rispetto all'evolvere della pandemia in questo inizio di agosto.

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STUDENTESSA RIENTRATA

Nella giornata di ieri il consueto bollettino della Protezione civile regionale che quotidianamente fotografa la situazione segnalava dieci nuovi contagi in regione. Otto nella Destra Tagliamento e due nell'Udinese. Tra gli otto nuovi casi riscontrati nel Friuli Occidentale cinque sono riconducibili al focolaio individuato a Porcia e originato da una studentessa che, dopo un viaggio all'estero e dopo aver trascorso qualche giorno nella città universitaria di Bologna, nei giorni scorsi ha fatto rientro a casa. I controlli e i test eseguiti dal Dipartimento di prevenzione dell'Asfo nel ristretto giro dei suoi contatti avrebbero rilevato i cinque casi di positività tra alcuni dei familiari della ragazza. Compresi due nonni che costituiscono un secondo nucleo familiare ma che in qualche modo (forse a una cena in famiglia) erano venuti in contatto con la nipote. La filiera dei controlli, attraverso i tamponi, ha così fatto scattare le misure di isolamento per tutti i cinque parenti che sono stati contagiati dal virus. Sempre nel pordenonese altri due casi sono invece riconducibili a residenti locali, una mamma con il figlio, che sono rientrati da una vacanza in Spagna. E un ulteriore caso, sempre di un cittadino pordenonese, di rientro da un soggiorno a Ischia. Questi ultimi due casi di infezione da rientro di autoctoni, sia dall'estro che dall'Italia, allungano la lista dei focolai familiari che il tracciamento nell'ultima settimana ha fatto emergere casi anche a Brugnera e Spilimbergo.

IMMIGRATI A UDINE
I casi registrati a Udine sono invece riconducibili a un giovane richiedente asilo pakistano che è transitato per l'ex caserma Cavarzerani a Udine. Sempre a Udine un secondo cittadino straniero, di origine romena, è risultato contagiato. Le persone positive al Coronavirus in Friuli Venezia Giulia a ieri erano 149. Tre pazienti risultano in cura in terapia intensiva e nove sono invece i ricoverati in altri reparti. Non sono stati registrati nuovi decessi (345 in totale). I nuovi contagi ammontano a 10. Quindi analizzando i dati complessivi dall'inizio dell'epidemia, le persone risultate positive al virus sono 3.411: 1.414 a Trieste, 1.029 a Udine, 742 a Pordenone e 225 a Gorizia, alle quali si aggiunge un cittadino comunitario già rientrato nel proprio Paese. I totalmente guariti ammontano a 2.917, i clinicamente guariti sono 12 e le persone in isolamento 125. I deceduti rimangono 196 a Trieste, 75 a Udine, 68 a Pordenone e 6 a Gorizia.

MEZZI PUBBLICI
Per il trasporto pubblico locale del Friuli Venezia Giulia sono prorogati fino al 31 agosto i provvedimenti entrati in vigore lo scorso 26 giugno: sul territorio regionale è quindi possibile sfruttare tutti i posti a sedere a disposizione dei passeggeri all'interno dei mezzi. A differenza di quanto disposto a livello nazionale dal governo per i treni a lunga percorrenza. Confermata dunque la possibilità di occupazione del 100 per cento dei posti a sedere e in piedi a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale automobilistico (urbano ed extraurbano), ferroviario e marittimo, compresi i servizi transfrontalieri, nonché a bordo di mezzi utilizzati per servizi di trasporto non di linea compresi i taxi. Rimane in vigore il mantenimento dell'obbligo di utilizzo delle mascherine a bordo di mezzi. I provvedimenti riguardano tutti i mezzi regionali dei servizi urbani ed extraurbani, ma anche le funivie e i taxi. Ultimo aggiornamento: 12:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA