Lo psicologo Spaccarotella: «Soli e senza educazione al sesso, così cresce anche il cyberbullismo»

Giovedì 6 Maggio 2021 di Valeria Arnaldi

La pornografia online, in epoca Covid, “conquista” le ragazze. Michele Spaccarotella, psicologo esperto di sessualità dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, autore del libro “Il piacere digitale” (Giunti), cosa sta succedendo?

«Il fenomeno delle ragazze che consumano pornografia online, evidenziato dalla ricerca, rispecchia un trend mondiale. Il contatto è stato vietato a causa della pandemia, ma il suo bisogno è rimasto intatto. Le persone hanno cercato di sperimentare nuove forme di contatto, quindi, anche nella sessualità, dall’autoerotismo al sexting. Peraltro, adesso, c’è maggiore apertura e curiosità su questi argomenti e pure nel parlare di talune sperimentazioni ci si sente più liberi».

 

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Queste abitudini online saranno mantenute anche dopo la fine dell’emergenza?

«Alcune verranno integrate e implementate nelle abitudini personali degli individui, altre invece saranno abbandonate con il tempo. Questo accadrà un po’ in tutti gli ambiti, penso anche ai film in streaming. Molti di quelli che li hanno guardati tutte le sere, magari, preferiranno poi tornare al cinema. Lo stesso accadrà con le nuove abitudini sessuali. Si perderanno quelle che poi ci si renderà conto di aver usato solo come ausilio in un momento di difficoltà».

L’esposizione dei propri desideri online può aver favorito l’aumento del cyberbullismo?

«Il cyberbullismo è fortemente legato alla mancanza di educazione alla sessualità, all’affettività e al rispetto dell’altro. Occorre far capire bene ai ragazzi cosa vuol dire condividere materiale sessualmente esplicito».

Il maggiore ricorso a sexting e simili potrebbe mutare le dinamiche di coppia?

«Dipenderà dall’uso di tali strumenti. Potrebbe avere ricadute interessanti laddove l’uso di determinati mezzi abbia aiutato le persone a comprendere l’importanza del contatto e del rispetto dell’altro. Per chi, in questo periodo, ha fatto ricorso a internet solo per corteggiare, lo smartphone rischia di diventare una protezione, una sorta di scudo, con cui difendersi per la paura del contatto reale».

Ultimo aggiornamento: 08:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA