Lopalco: «Dopo l'Epifania i contagi caleranno. Contro Omicron non potevamo fare di più»

Venerdì 31 Dicembre 2021
Lopalco: «Dopo l'Epifania i contagi caleranno. Contro Omicron non potevamo fare di più»

Dopo l'Epifania potrebbero calare i contagi, e la speranza è che con Omicron di acceleri la 'convivenza pacifica' con il virus. E' l'opinione dell'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all'Università del Salento ed ex assessore alla Sanità della Regione Puglia: «La crescita dei contagi Covid continuerà ancora, almeno per una settimana. Dopo la Befana, se si verifica una situazione simile a quella della Gran Bretagna, vedremo una discesa», dice Lopalco all'Adnkronos Salute.

 

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I numeri così alti di nuove infezioni che si registrano in questi giorni, sottolinea, «erano attesi. Il quadro è quello legato alla diffusione sempre più prevalente di Omicron. Il problema ad oggi restano i non vaccinati che, avendo un'alta probabilità di avere una forma grave di infezione, rischiano di mandare nuovamente in saturazione il sistema ospedaliero. Ma speriamo che il sistema, che si è dimostrato reattivo in questi mesi, regga».

 

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Contro la variante Omicron del virus pandemico «più di quello che abbiamo fatto non si poteva fare. In questa situazione immaginare un lockdown - la misura più estrema ed efficace - per rallentare, di poco, questa ascesa avrebbe prodotto più danni alla società rispetto ai benefici per la lotta alla pandemia», aggiunge Lopalco. Vista la velocità di diffusione di questa variante di Sars-Cov-2 «la situazione - spiega all'Adnkronos Salute - non era concretamente controllabile».

 

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«Circolazione endemica tra i vaccinati»

 

«Per il 2022 l'auspicio è che la diffusione di Omicron acceleri il passaggio dalla pandemia ad una situazione di endemia. E che quindi si cominci una fase di convivenza 'pacificà con il coronavirus» Sars-CoV-2, «che potrà avere fiammate stagionali ma, grazie alla vaccinazione diffusa, controllabili. Come succede per l'influenza». «Omicron, come sappiamo, è una variante virale estremamente trasmissibile, molto contagiosa - sottolinea Lopalco - che si diffonde velocemente anche fra chi ha avuto una precedente infezione o chi è parzialmente protetto dalla vaccinazione. Questa è la classica situazione di una circolazione virale in modalità endemica. Potrebbe quindi dare origine a fiammate di infezioni in gran parte asintomatiche, perché si verificano in persone protette. Fiammate, dunque, che non hanno conseguenze rilevanti sulla sanità pubblica. Esattamente come succede con l'influenza stagionale: un picco epidemico che si può affrontare con mezzi ordinari».

 

Al momento, quindi, per l'esperto «l'unico problema che oggi abbiamo con Omicron è che, accanto alla popolazione protetta dal vaccino, in cui la circolazione virale è endemica, abbiamo la popolazione dei non vaccinati e che non hanno mai preso l'infezione, in cui invece il virus circolerà ancora 'in modalità pandemica'. Ecco perché il mio augurio è che i danni che questa variante farà nella popolazione non vaccinata non siano tali da mettere in crisi il sistema ospedaliero. Per questo motivo oggi più che mai è importante che la quota di non vaccinati si riduca sempre di più», conclude Lopalco. 

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