Covid, il tasso dei no-vax in terapia intensiva 40 volte più alto di chi ha tre dosi

Sabato 22 Gennaio 2022
Covid, il tasso dei no-vax in terapia intensiva 40 volte più alto di chi ha tre dosi

Sale ancora il tasso dei posti occupati in terapia intensiva da persone non vaccinate ed è quasi 40 volte più alto rispetto a chi è vaccinato con la dose booster, mentre il tasso di mortalità è di 33 volte più alto sui vaccinati con tre dosi, e 12 volte per i ricoveri. Rispetto all'efficacia del vaccino, a completamento del ciclo primario confermata la protezione verso le forme severe di Covid-19 anche dopo 4 mesi mentre la protezione dal contagio dopo 120 giorni scende al 34,7% ma con la dose booster risale ai livelli iniziali con il 66,7%.

 

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Questi i nuovi dati diffusi dall'Istituto superiore di Sanità (Iss) nel Report esteso pubblicato oggi che integra il monitoraggio settimanale. A livello generale, il quadro tracciato dall'Iss mostra che «l'andamento dell'epidemia in Italia nell'ultimo periodo è stato caratterizzato da un forte incremento del numero dei casi segnalati (in diminuzione solo nel corso di quest'ultima settimana) e delle ospedalizzazioni. In aumento, ma con minore intensità, il numero di ricoveri in terapia intensiva e i decessi». Casi ancora in crescita «ma meno veloci», secondo quanto affermato nell'analisi del venerdì il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

 

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In aumento nelle ultime quattro settimane la percentuale di casi asintomatici in tutte le fasce di età mentre è stabile la percentuale di casi tra operatori sanitari rispetto al resto della popolazione (1,92% contro l'1,86% rispetto alla settimana precedente). Sulla settimana precedente è rimasta stabile la percentuale di casi tra operatori sanitari rispetto al resto della popolazione (1,92% contro 1,86%). Stabili anche le reinfezioni, sono il 3,2% sul totale dei casi segnalati al 3,4% della settimana precedente, soprattutto non vaccinati e sanitari. In totale, dal 24 agosto scorso al 9 gennaio 2022 sono stati segnalati 108.886 casi di reinfezioni, pari a 2,7% del totale dei casi notificati.

 

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In totale da 3 al 16 gennaio sono stati diagnosticati e segnalati 2.079.879 nuovi casi, di cui 1.406 deceduti ma, dice l'Iss «si registra un forte ritardo di notifica in quest'ultima settimana. In particolare, il numero di casi notificati dalle regioni Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Toscana e dalla PA di Bolzano dovuto a difficoltà tecnico-organizzative e alla forte pressione sui servizi sanitari». Le curve, però, secondo il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, «mostrano comunque una crescita epidemica in rallentamento».

 

I nuovi contagi, dal bollettino quotidiano del ministero della Salute sono stati 171.263 nelle ultime 24 ore, contro i 179.106 di ieri mentre le vittime sono 333 contro le 373 delle 24 ore precedenti. E il divario tra vaccinati con booster e non vaccinati si allarga ancora. Il tasso di ricoveri in terapia intensiva per gli over 12 è di 31,3 casi ogni 100mila per i non vaccinati, circa trentanove volte più alto rispetto ai vaccinati con dose booster che registrano un tasso di 0,8 ogni 100mila.

 

Il tasso di ospedalizzazione standardizzato è di 248,5 ricoveri per 100.000 abitanti per i non vaccinati contro 20,8 ricoveri per 100.000 dei vaccinati con dose booster (circa 12 volte più alto) mentre il tasso di mortalità è di 52,9 decessi per 100.000 nei non vaccinati over 12 contro un tasso di 1,6 per i vaccinati con booster, circa 33 volte più alto. Intanto gli ospedali si riorganizzano realizzando aree multidisciplinari per la degenza nello stesso reparto di malati oncologici, fratturati o ustionati positivi asintomatici, fa sapere la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). Ô successo già al San Matteo di Pavia, al Policlinico di Chieti, a Napoli con 55 posti al San Giovanni Bosco, al Policlinico di Tor Vergata di Roma e nella Asl Toscana Sud-Est.

Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA