Berlusconi cambia parere: «Non ho chiuso al premier». Il ricovero diventa un giallo

Lunedì 24 Gennaio 2022 di Mario Ajello

E' nel padiglione Diamante del San Raffaele il Cavaliere. Lì dove è stato durante i vari ricoveri per il Covid e dove è stato operato al cuore nel 2016. Nulla di grave stavolta: i soliti «esami di routine» dovuti all'età e agli acciacchi di una vita. Quando Matteo Salvini lo chiama al telefono nella sua suite ospedaliera all'ultimo, Berlusconi non ha la forza ma soprattutto la voglia di dirgli quanto ci sia rimasto male per il «defict di fiducia» degli alleati nella sua corsa quirinalizia («I numeri li avevo eccome», insiste, e «partendo da 490 alla quarta votazione sarei arrivato agevolmente ben oltre i 505 voti nel quinto o sesto scrutinio») e si limita, prima di valutare con il leader leghista i possibili nomi in campo e non gliene va bene nessuno a Silvio, a dire all'alleato che lo ha mollato politicamente pur carezzandolo personalmente: «Sto bene».
A riprova che il ricovero più che a motivi clinici sembra dovuto a ragioni politico-diplomatiche. Non mettere la faccia, facendola mettere all'assistente Licia Ronzulli, sulla grande ritirata di sabato sera.

Berlusconi, ecco di cosa soffre e come sta davvero il Cav

Il punto è: quando è entrato Berlusconi al San Raffaele? Le prime fonti ufficiali hanno detto giovedì. Ma non è così. Perché venerdì era ad Arcore e ha accolto, lo raccontano i protagonisti, Confalonieri e i capigruppo di Forza Italia. Quanto al sabato. Lui era sicuramente ad Arcore durante la riunione del pomeriggio in zoom con i ministri azzurri - alla quale non si è fatto vedere in video e non è intervenuto ma c'era e qualcuno ha sentito in lontananza la sua voce - ed era a Villa San Martino anche nella serata del ritiro. Quella in cui ha prestato alla Ronzulli l'I-pad per collegarsi al summit del centrodestra e diramare il comunicato della resa, mentre lui stava lì accanto ma fuori dallo schermo e silenzioso dopo aver elaborato la nota e averla dettata all'assistente e senatrice che l'ha recitata. Poi nella notte il ricovero al San Raffaele, la cui retrodatazione a giovedì doveva servire ad avvalorare motivi di salute più impellenti di quanto lo siano stati realmente e non le ragioni di opportunità politica nel non farsi vedere nel momento in cui ha gettato la spugna. Comunque, ora è al San Raffaele e secondo il medico personale, il professore Alberto Zangrillo, ci è arrivato ieri mattina molto presto, per «controlli normali e già da tempo programmati»: «Ma prima del ricovero ha voluto risolvere la questione Quirinale».

 


I DUE VOLTI DEL CAVALIERE
Marcello Dell'Utri (e anche Luigi l'ultimogenito del Cav) lo è andato a trovare in ospedale. E chi ha parlato con lui lo ha trovato «abbattuto». Ma anche piuttosto convinto che un candidato alla sua altezza il centrodestra, a dispetto dell'ottimismo di Salvini (anche la Meloni lo ha chiamato), non ce l'ha. Proprio per questo è scattata la moral suasion di Letta e di Confalonieri. «Silvio, sei sicuro che abbiamo fatto bene a chiudere così drasticamente all'ipotesi Draghi?». «Ma non mi sembra che abbiamo chiuso granché...», sibila il Cavaliere. E chi ben lo conosce non esclude che Berlusconi potrebbe alla fine virare proprio su Draghi - dando un dispiacere a Salvini e meno alla Meloni, ma dimostrando comunque che il vero giocatore è sempre lui - anche se considera il premier per tante ragioni un «ingrato». Il Berlusconi concavo ha permesso lo stop a Draghi dell'altra sera, mentre il Berlusconi convesso potrebbe riaprire la questione sul trasloco del premier al Colle. In cambio di assicurazioni serie: oltre alla possibilità di essere nominato senatore a vita anche quella di indicare altri ministri forzisti nel governo che eventualmente verrà e Letta sottosegretario a Palazzo Chigi. Dunque è «abbattuto» Silvio ma «è sempre un leone», assicura chi gli sta vicino. Potrebbe addirittura, è una delle versioni circolanti sul Re Sole di Arcore in modalità dopo di me il diluvio, presentarsi alla quarta votazione chiedendo al centrodestra un voto di riconoscimento e di solidarietà considerando le sue condizioni di salute che non gli permetterebbero di salire al Colle. Ovvero: plebiscito del centrodestra per Silvio (ma nel caso, occhio ai franchi tiratori) e estremo omaggio di 450 voti (non pochi) al patriarca, spendibile magari per prenotarsi un posto da senatore a vita. Se questa ennesimo colpo di scena berlusconiano ci sarà, ma anche se lo eviterà a se stesso e agli altri, il Cavaliere ritroverebbe smalto e voglia di giocare. A favore di Draghi?

Ultimo aggiornamento: 07:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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