Lo Zingarelli si aggiorna, ma senza il "lockdown". Tra le novità "cazzimma" e "cigno nero"

Lunedì 5 Ottobre 2020 di Raffaele ARAGONA
Non solo fiorellini, ma anche alberelli nello Zingarelli 2021. Il vocabolario della Zanichelli continua, infatti, a far precedere da un fiorellino le parole da salvare, giunte ormai a oltre tremila. Sono quelle parole che rischiano di cadere nel dimenticatoio poiché di uso poco frequente, soppiantate da termini più comuni ma, naturalmente, meno espressivi; si vanno dimenticando termini, per esempio, come obsoleto, ingente, diatriba, leccornia soltanto perché sostituiti dai più comuni disusato, grande, litigio, ghiottoneria, presunti sinonimi, perché, è bene ricordarlo, il vero sinonimo non esiste: vi è sempre una sfumatura di significato che fa la differenza. E, proprio perciò, questa edizione contiene circa mille schede dedicate alle sfumature di significato che, con riferimento a famiglie di parole, ne definiscono l'uso e il contesto più appropriato.
In proposito viene in mente uno dei tanti personaggi cui Georges Perec dà vita nel suo romanzo La vita istruzioni per l'uso, Cinoc: strano mestiere il suo, lavora per l'aggiornamento dei dizionari Larousse e fa l'ammazzaparole. Mentre gli altri redattori sono sempre impegnati nella scelta di neologismi e significati nuovi, Cinoc, per far loro posto, deve eliminare tutte le parole e i significati caduti in disuso, passati di moda. Un'attività compensativa, che rientra comunque nel cómpito dei lessicografi. Andando in pensione, però, Cinoc pensa bene di dedicarsi a un'attività diversa, quasi opposta: comincia ad annotare le parole rare e, a poco a poco, prende corpo il suo progetto di compilare un dizionario di parole dimenticate, salvando quelle che continuano a parlargli.
Una novità dell'opera sta nell'introduzione di un alberello, segnalino che designa le etimologie da ricordare, spesse volte molto significative poiché rivelano derivazioni non prevedibili, non facilmente immaginate; si scopre così, ad esempio, per rivale l'origine latina rivale da rivus (ruscello), propriamente «chi ha in comune con altri l'uso dell'acqua di un canale». E proprio a corredo di questa novità, la casa editrice sta distribuendo in varie città un milione di cartoline, tutte disegnate dall'illustratore venezuelano Fernando Cobelo, per raccontare la bellezza della lingua italiana attraverso le etimologie. «Cibo per la mente» è denominata questa iniziativa attuata con tanti riders (termine anch'esso ora attestato), «postini» in bicicletta che, invece di quello tradizionale, distribuiscono altro cibo..., originali cartoline, mentre è possibile anche richiederle direttamente collegandosi al sito della Zanichelli.
L'opera che, come al solito, è titolata con l'anno successivo a quello dell'edizione, celebra ora il settimo centenario della morte di Dante Alighieri con l'introduzione di un considerevole corpus di citazioni letterarie tratte soprattutto dalla Commedia, presenti questa volta addirittura in quasi mille voci.
Tra i nuovi ingressi, fortunatamente, questa nuova edizione non riporta il termine lockdown (debitamente in corsivo) mentre, naturalmente, non omette il termine «confinamento» che, anche se raro, è la giusta rappresentazione di quello «imposto» nel corso di questa ancóra attuale epidemia. Si spera che il termine cada nel dimenticatoio, sia perché vengano a mancare i requisiti per la sua attestazione in un vocabolario della lingua italiana, sia perché la pandemia, in un modo o nell'altro, debba terminare. L'opera contempla, invece, «distanziamento» con l'odiosa aggiunta specificazione di «distanziamento sociale», seppure come calco sull'inglese social distancing; locuzione criticabile perché dovrebbe meglio dirsi «distanziamento fisico». E sempre in tema, compare il paziente zero e, nella sezione «Sigle», la Didattica A Distanza «Dad», nonché, naturalmente, il Covid-19.
Non mancano poi altri «ingressi», circa 350: lemmi anche un po' strani come acchiappaclic e altri come azzardopatia, blastare, pescetariano, olocrazia e altri ancóra tratti dal linguaggio comune o forme dialettali, colloquiali o gergali come cazzimma, inflaccidire, maldigerito, cucuzzaro o ingarellarsi e locuzioni come, ad esempio, leone da tastiera, binarismo di genere o cigno nero. Sono anche presenti, naturalmente, i «prestiti» da altre lingue, parole e locuzioni come sleeping, quenelle, co-sleeping, capsule collection e revenge porn; il tutto con una certa parsimonia, giacché, nonostante i ricorrenti allarmi sull'«inquinamento» del nostro lessico, le parole straniere accolte nel vocabolario restano limitate a una minima percentuale del totale.
Nel volume sono anche presenti oltre centotrenta «definizioni d'autore»: sono quelle redatte da personalità della cultura, della scienza, dello sport e del costume che propongono una personale interpretazione della parola a loro affidata suggerendo un punto di vista spesso inedito e non convenzionale.
La versione digitale dell'opera che contiene anche il testo integrale del Vocabolario degli Accademici della Crusca (prima edizione del 1612), il Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo e Bernardo Bellini, nonché l'Enciclopedia Zanichelli: tutte opere facilmente consultabili.
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