Inveisce e minaccia di morte un carabiniere: subito arrestato

Inveisce e minaccia di morte un carabiniere: subito arrestato
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Giovedì 17 Agosto 2017, 05:30
Ha quasi dell’incredibile la vita di Massimo Napolitano, un brindisino 45enne che da qualche tempo vive a Pescara, sempre più invischiato con storie che in particolare riguardano una serie di aggressioni contro poliziotti e carabinieri: nel 2015, a maggio, aveva picchiato un carabiniere e 4 mesi dopo, a settembre, aggredito un poliziotto con morsi e testate.
L’altra sera, i carabinieri l’hanno ancora una volta arrestato perché, si pensa in preda a un raptus, ha aggredito e minacciato di morte un carabiniere, scagliando le sedie d’attesa che arredano l’interno della caserma di Pescara Scalo. Solo con l’intervento di altri militari, sopraggiunti nel frattempo, si è riusciti a placare la furia del 45enne e ammanettarlo.
Napolitano è stato alla fine rinchiuso in una camera di sicurezza in attesa della direttissima che si è svolta ieri mattina, rispondendo davanti al magistrato di diversi reati: resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale ed interruzione di servizio pubblico.
Tutto è iniziato alle ore 18 circa quando il militare di servizio presso la caserma di Pescara Scalo era intento a ricevere una denuncia di un cittadino. Sentendo suonare alla porta, il carabiniere ha quindi aperto trovandosi di fronte l’uomo che, descritto in stato di agitazione, ha iniziato senza apparente motivo a inveire nei suoi confronti, arrivando persino a minacciarlo di morte.
Vista la situazione, il carabiniere ha prima cercato di calmarlo, ma invano, chiedendo infine aiuto. Nel giro di pochi minuti è arrivata sul posto anche una pattuglia del Nucleo operativo che era nelle vicinanze e che si è trovata di fronte una scena incredibile: il 45enne, preso da un raptus, stava scagliando tutt’intorno le sedie della sala d’attesa, ribaltando inoltre una panca.
 
Alla fine di maggio del 2015, erano stati i militari del Nucleo operativo e radiomobile ad arrestarlo una notte. Intorno alle 2 avevano fermato il brindisino per un controllo, ma invece di fornire un documento, aveva dapprima insultato e dopo aggredito gli uomini delle gazzelle. Andato completamente in escandescenza, per arrestarlo i militari avevano avuto bisogno dell’ausilio di altri due equipaggi.
A settembre, era stata una pattuglia della Sezione volanti ad incrociare per strada Napolitano mentre era intento a disturbare con insistenza alcune persone. A quel punto, gli agenti avevano cercato di fermarlo, ma in evidente stato di agitazione il brindisino aveva opposto resistenza, rifiutando di fornire le proprie generalità. Non solo, perché nell’immediatezza del controllo offriva frasi oltraggiose ed offensive contro i poliziotti.
Una volta condotto in Questura, Napolitano si era quindi rifiutato di scendere dall’autovettura aggredendo un poliziotto: lo mordeva all’altezza del gomito e poi lo colpiva con una testata. L’agente era stato giudicato guaribile in 5 giorni, mentre il 45enne era finito ancora una volta in carcere per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, nonché indagato in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.
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