La sputacchina a Triggiano scatta l'allarme per gli ulivi

La sputacchina a Triggiano scatta l'allarme per gli ulivi
E mentre si discute del decreto da approvare per velocizzare il contrasto al batterio, i vettori della xylella fastidiosa guadagnano sempre più terreno, conquistando anche le aree del Nord della Puglia. Ieri, infatti, a Triggiano, in provincia di Bari, è stato raccolto il primo esemplare adulto di Philaeunus spumarius (Sputacchina) di questo anno. A rintracciare il vettore principale della fitopatia che ha messo in ginocchio tutto il Salento, è stato il professor Francesco Porcelli, entomologo del DiSSPA (Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti). Un vettore femmina, come risulta in una delle catture scrutinate con AcquaSampling, il microcampionamento quantitativo per lavaggio di 400 cm quadri (20 x 20 cm) di erbe spontanee scelte senza pregiudizio.
Il metodo, già utilizzato dal professor Porcelli per i campionamenti dei vettori, permette un'elevata risoluzione e la valutazione di molti campi per giorno. «Numerose altre ninfe della stessa specie sono in procinto di sfarfallare nelle prossime ore ha affermato l'entomologo - liberando adulti che potranno acquisire e infettare con xylella fastidiosa pauca ST53 olivi per ora sani nei prossimi giorni. Il dato di quest'anno rafforza la conoscenza e l'esperienza già accumulata oltre alla bibliografia disponibile, suggerendo l'immediata esecuzione dell'azione di controllo contro gli stadi giovanili. Il ritrovamento è preoccupante anche perché siamo ben oltre la zona cuscinetto».
Intanto, a proposito di dati che riguardano il proliferare dell'infezione e al numero di alberi disseccati, il Forum Amebiente e Salute di Lecce ieri ha scritto una lettera alla Regione per chiedere di fare chiarezza sulle cifre. «Soprattutto negli ultimi mesi, con l'intensificarsi della mobilitazione del mondo agricolo in relazione alle misure del governo e della Regione in prospettiva del reimpianto nella zona infetta, sono stati dichiarati e pubblicati dati tra loro contrastanti, da parte di vari soggetti protagonisti del settore - hanno scritto nella lettera Giovanni Seclì e Carlo Martignano - . In particolare sulla estensione della zona delimitata e di quella dichiarata infetta, sul numero di piante coinvolte, su quelle in disseccamento/disseccate. Sciatteria disinformazione, o uso strumentale di dati?». Per questo i rappresentanti del Forum chiedono «una chiarificazione» che «gioverebbe alla credibilità delle istituzioni, nel momento in cui assumono decisioni e quantificano la situazione. L'assenza o la estrema aleatorietà dei dati favorisce e in parte legittima anche controversie su altri aspetti, che hanno prodotto un clima di sospetto e di contrapposizione e tensione sociale. Devono prevalere invece l'attendibilità , la trasparenza e visione condivisa nell'interesse dell'intera comunità, finora in gran parte disattesi: anche per provare ad uscire dalla criticità dell'agricoltura salentina e della sua gestione, di cui la calamità del CoDiRO è solo la punta dell'icerberg. Diversamente dati spiattellati, e magari assunti per validi, in modo approssimativo e parziale - sottolineano - potrebbero essere funzionali a chi intendesse perseguire interessi solo di parte, ancora una volta deleteri per quelli dell'intero territorio interessato alla propria rigenerazione agro-ecologica-economica».
M.C.M.
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Giovedì 18 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 19:58